la Repubblica, 1 giugno 2017
Macron ci ripensa. «Rivedere l’accordo su Stx a Fincantieri»
GENOVA Temevano Marine Le Pen, ma ora dovranno fare i conti con Emmanuel Macron. A Saint-Nazaire per la cerimonia di consegna di “Msc Meraviglia”, nuova ammiraglia di Msc Crociere e più grande nave mai costruita per un armatore europeo, il presidente francese chiede infatti che sia rivista la composizione azionaria del capitale di Stx France che, secondo gli accordi, dovrebbe vedere Fincantieri azionista di riferimento e la compagine italiana, grazie a una quota nelle mani della Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste, titolare della maggioranza assoluta.
«Voglio rivedere gli equilibri dell’azionariato – spiega Macron di fronte alla nave da 168mila tonnellate di stazza lorda firmata proprio dai cantieri di Saint-Nazaire – Ieri ne ho parlato col premier italiano, Paolo Gentiloni». Tutto da rifare, insomma, dopo un braccio di ferro durato mesi, protrattosi per tutta la campagna elettorale francese e poi ricondotto (in apparenza) sulla rotta del dialogo? Fincantieri preferisce non commentare, spiazzata dalla mossa a sorpresa che il quotidiano Le Monde aveva anticipato nel giorno della visita del presidente francese. Ma, di certo, ora la situazione rischia di farsi nuovamente complicata. Di fronte all’ultima “Meraviglia” della flotta europea, firmata per un armatore sorrentino, Gianluigi Aponte, che opera da Ginevra ma ha a Napoli e Genova le principali basi operative della sua flotta “cruise”, Macron non ha lasciato spazio alle interpretazioni. Quella piccola quota nelle mani della Fondazione bancaria di Trieste, il 7%, consente infatti all’Italia di salire al 55, visto che Fincantieri avrà il 48%, lasciando lo stato francese e il gruppo Dcns in minoranza, rispettivamente con il 33 e il 12% del capitale. L’accordo pareva accontentare tutti. Fincantieri, che all’asta dal tribunale di Seul si era aggiudicata la gara per il 66% di Stx France, riduceva sensibilmente la sua quota, avendo comunque la gestione. La Francia manteneva la sua quota pubblica e apriva anche al colosso militare Dcns con prospettive anche di future e più intense collaborazioni con il gruppo italiano guidato dall’ad Giuseppe Bono. Peccato per quelle azioni della fondazione triestina che i francesi leggono quasi come una quota mascherata di Fincantieri. Macron vorrebbe intervenire proprio lì, sostituendo alla Fondazione, nuovi azionisti. Ma chi? Di ufficiale ancora nulla, ma potrebbe riprendere peso un’opzione già esaminata e poi accantonata nelle scorse settimane, quella di un “socio di mestiere”, un armatore come Royal Caribbean, secondo gruppo al mondo nel mercato cruise alle spalle di Carnival, o ancor meglio la stessa Msc Crociere che al cantiere Stx France ha affidato tutto il piano di crescita della sua flotta. O forse tutte e due insieme, con una quota azionaria attorno al 10 per cento.
Bono, di fronte alla difesa francese al suo cantiere navale-simbolo, aveva commentato “chapeau”. Chissà che dirà adesso dopo l’uscita di Macron.