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 2017  giugno 01 Giovedì calendario

«Se salta lo ius soli traditi un milione di ragazzi». Intervista a Xavier Palma

ROMA «Parlo in italiano, penso in italiano, sogno in italiano. Sono cresciuto e ho studiato qui, ma oggi ho dovuto rinnovare il mio permesso di soggiorno da extracomunitario». Xavier Palma, 23enne, studia Scienze della mediazione interculturale a Como ed è tra i fondatori del movimento “Italiani senza cittadinanza”: «Se salta la riforma dello ius soli si tradisce un milione di ragazzi, che ancora vive nel limbo di una doppia identità».
Quando è arrivato in Italia?
«Sono partito dal Salvador con mia madre Elsa, che avevo 10 anni, siamo arrivati a Como e abbiamo sempre vissuto qua. Mamma lavora come domestica e io ho fatto tutte le scuole italiane, ho studiato l’Unità d’Italia e ho amato Garibaldi, poi mi sono iscritto all’università, dove oggi studio anche il cinese. Mi sento italiano, sono italiano, eppure proprio oggi (ieri, ndr) ho dovuto rinnovare il mio permesso di soggiorno. Per fortuna stavolta è costato solo 30 euro, fino allo scorso anno infatti ne costava 227: è dovuto intervenire il Tar del Lazio per abbassarne il prezzo. Non è tutto. Il paradosso è che se mia madre dovesse perdere il lavoro e diventare irregolare, anche io seguirei la sua sorte perché lei non potrebbe più dichiarare un reddito sufficiente a mantenermi».
A cosa ha dovuto rinunciare per la mancanza del passaporto italiano?
«L’ultimo sacrificio è stato lo scorso anno, quando ho vinto una borsa di studio Erasmus per la Svezia. Peccato che le autorità di quel Paese chiedevano un permesso di soggiorno Ue di lungo periodo, che l’Italia concede solo per motivi di lavoro, mentre gli studenti non hanno diritto a questo permesso. Perciò, ho dovuto rinunciare ad andare in Svezia. Insomma, non godo come tutti gli altri del diritto di libera circolazione in Europa».
Cosa cambierebbe con la riforma della cittadinanza?
«Cambierebbe la vita a 815mila bambini stranieri che vanno a scuola e a 150mila maggiorenni. I nati in Italia da genitori lungo soggiornanti sarebbero italiani, così come chi non nasce qui, ma completa un ciclo scolastico e ha genitori residenti da almeno sei anni. Insomma, ci sono varie condizioni e non si sta parlando affatto di ius soli puro».
E se per colpa di elezioni anticipate dovesse saltare tutto?
«Sarebbe grave, si tradirebbero tanti giovani di questo Paese, che chiedono solo di essere trattati per quello che sono: italiani».