Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  giugno 01 Giovedì calendario

In morte di Anna Maria Gambineri

Ieri, a Roma, è morta Anna Maria Gambineri e con lei si è spento anche il sorriso che per tanti anni ha incantato milioni di italiani, informandoli con garbo su quali programmi guardare in televisione o anche solo scandendo il segnale orario della sera.
La storica, biondissima, «signorina buonasera» della Rai – che ha combattuto per anni, fino a ieri, contro una malattia – aveva 81 anni. I funerali si terranno sabato, sempre a Roma. La sua storia è di quelle che oggi farebbe sognare quasi tutte le ragazze in cerca di un posto nello spettacolo. Per raccontarla bisogna riavvolgere il nastro fino al 1957: entrata in tv come concorrente del Gioco dei mimi inserito in Telematch, era stata subito notata. Dopo essere apparsa in quella trasmissione, le era arrivata infatti la proposta di tentare la carriera di annunciatrice.
Da lì, il passo per diventare uno dei volti della Rai più amati era stato breve. Lei, nata a Roma il 22 marzo del 1936, era entrata nel cuore dei telespettatori anche grazie ai suoi capelli biondissimi, per cui era stata soprannominata «Nuvola bionda». Aveva lavorato in Rai dal 1958 al 1994, conducendo anche alcuni programmi tra cui Un’ora per voi. Ufficialmente, aveva poi lasciato il posto per motivi di salute.
Negli anni Novanta aveva sofferto di un esaurimento nervoso, in seguito al quale, nel 1994, aveva fatto perdere le sue tracce, sparendo per qualche giorno. Alla fine si era ripresa dalla crisi e, anzi, aveva poi raccontato una versione diversa del suo addio alla Rai. In un’intervista aveva detto: «In pensione mi ci hanno mandata», parlando di un direttore determinato a farla smettere di lavorare «per mettere una sua raccomandata al mio posto. Stranamente iniziano anche a girare strane voci su di me. Tutte manovre per screditare l’immagine».
Una schiettezza che l’aveva anche portata a definire Nicoletta Orsomando come l’annunciatrice più brava di sempre. Aggiungendo però: «Litigavamo sempre, poi ci giravamo verso la telecamera e sorridevamo per gli annunci».