Corriere della Sera, 1 giugno 2017
Perché intervenire sulla malnutrizione
Gli aiuti allo sviluppo nei Paesi poveri hanno in genere una cattiva reputazione. Gli sprechi e l’appropriazione delle risorse dedicate da parte di dittatori e di profittatori li ha spesso resi inutili se non controproducenti. Le cose, però, stanno cambiando. Il modo migliore per dimostrare che possono essere utili è misurarne i risultati e decidere come i denari a disposizione possano essere utilizzati al meglio. Uno studio della Banca mondiale ha stabilito che uno degli interventi con le maggiori potenzialità è quello sulla malnutrizione, la quale provoca nei bambini arresto della crescita e atrofizzazione. Con drammi umani e costi enormi, soprattutto in Africa e Asia.
Lo studio indica che se nei prossimi dieci anni venissero investiti 70 miliardi di dollari per interventi mirati al problema, si otterrebbero questi risultati: la prevenzione di 65 milioni di casi di arresto della crescita, con conseguente salvataggio di 2,8 milioni di vite; 91 milioni di bambini sarebbero curati dal pericolo di atrofizzazione muscolare, con 860 mila morti in meno; si eviterebbe l’anemia di 265 milioni di donne e la morte collegata di 800 mila loro figli; 105 milioni di bambini sarebbero nutriti con latte materno nei primi sei mesi di vita, il che si tradurrebbe in 520 mila morti in meno. Con un investimento modesto – sette miliardi di dollari l’anno, dieci per ogni bambino a rischio – si otterrebbero risultati straordinari. Anche dal punto di vista economico, l’intervento sulla malnutrizione darebbe ritorni tra i più alti nel ventaglio di aiuti ai Paesi poveri. Un dollaro investito nel decennio ne produrrebbe 11 calcolando gli effetti economici della riduzione dei casi di arresto della crescita; avrebbe un ritorno di 35 dollari grazie all’allattamento materno; di 12 dollari per la cura dell’anemia; di quattro dollari per la riduzione dei casi di atrofizzazione. In un decennio, il beneficio economico per i Paesi interessati sarebbe di circa 850 miliardi di dollari.
Gli interventi sono fattibili. Distribuzione di micro-nutrimenti proteici per i bambini, migliore dieta per le donne in gravidanza, distribuzione di acido folico e ferro alle donne, politiche a favore dell’alimentazione infantile con latte materno. All’inizio del secolo, l’arresto della crescita riguardava il 30% dei bambini del Senegal con meno di dieci anni; seguendo le politiche a favore di una buona nutrizione, oggi siamo al 19%.