Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  giugno 01 Giovedì calendario

Perché intervenire sulla malnutrizione

Gli aiuti allo sviluppo nei Paesi poveri hanno in genere una cattiva reputazione. Gli sprechi e l’appropriazione delle risorse dedicate da parte di dittatori e di profittatori li ha spesso resi inutili se non controproducenti. Le cose, però, stanno cambiando. Il modo migliore per dimostrare che possono essere utili è misurarne i risultati e decidere come i denari a disposizione possano essere utilizzati al meglio. Uno studio della Banca mondiale ha stabilito che uno degli interventi con le maggiori potenzialità è quello sulla malnutrizione, la quale provoca nei bambini arresto della crescita e atrofizzazione. Con drammi umani e costi enormi, soprattutto in Africa e Asia.
Lo studio indica che se nei prossimi dieci anni venissero investiti 70 miliardi di dollari per interventi mirati al problema, si otterrebbero questi risultati: la prevenzione di 65 milioni di casi di arresto della crescita, con conseguente salvataggio di 2,8 milioni di vite; 91 milioni di bambini sarebbero curati dal pericolo di atrofizzazione muscolare, con 860 mila morti in meno; si eviterebbe l’anemia di 265 milioni di donne e la morte collegata di 800 mila loro figli; 105 milioni di bambini sarebbero nutriti con latte materno nei primi sei mesi di vita, il che si tradurrebbe in 520 mila morti in meno. Con un investimento modesto – sette miliardi di dollari l’anno, dieci per ogni bambino a rischio – si otterrebbero risultati straordinari. Anche dal punto di vista economico, l’intervento sulla malnutrizione darebbe ritorni tra i più alti nel ventaglio di aiuti ai Paesi poveri. Un dollaro investito nel decennio ne produrrebbe 11 calcolando gli effetti economici della riduzione dei casi di arresto della crescita; avrebbe un ritorno di 35 dollari grazie all’allattamento materno; di 12 dollari per la cura dell’anemia; di quattro dollari per la riduzione dei casi di atrofizzazione. In un decennio, il beneficio economico per i Paesi interessati sarebbe di circa 850 miliardi di dollari.
Gli interventi sono fattibili. Distribuzione di micro-nutrimenti proteici per i bambini, migliore dieta per le donne in gravidanza, distribuzione di acido folico e ferro alle donne, politiche a favore dell’alimentazione infantile con latte materno. All’inizio del secolo, l’arresto della crescita riguardava il 30% dei bambini del Senegal con meno di dieci anni; seguendo le politiche a favore di una buona nutrizione, oggi siamo al 19%.