Internazionale, 1 giugno 2017
Tradurre può essere un lavoro solitario. Forse è per questo che la maggior parte dei traduttori sceglie questo mestiere per passione, e non perché è in cerca di attenzione
Tradurre può essere un lavoro solitario. Forse è per questo che la maggior parte dei traduttori sceglie questo mestiere per passione, e non perché è in cerca di attenzione. Fino a poco tempo fa, un bravo traduttore poteva sperare in uno stipendio decente e stabile. Ma il settore sta vivendo una trasformazione radicale, che complicherà la vita dei meno intraprendenti. Spesso i traduttori sono freelance, e grazie a internet possono vivere in Kentucky e lavorare per una banca svizzera. Ma questo crea anche una forte concorrenza che ha spinto i prezzi al ribasso. I traduttori possono battersi per lavorare di più ed essere pagati meglio – il che significa trascorrere meno tempo a tradurre – oppure possono entrare in un’agenzia che li aiuti a trovare lavoro, ma che trattiene una quota del loro stipendio. L’alternativa a crearsi una rete di clienti o lavorare con un’agenzia è mettersi in proprio sul mercato, usando internet.
Ma è qui che si registrano i compensi più bassi: se prima mille parole erano pagate intorno ai 50 dollari, oggi una tariffa di 13 o 15 dollari non è una rarità. Chi ha bisogno di una traduzione, se sa poco di lingue straniere e non è interessato alla qualità spesso decide in base al prezzo.
Una buona battuta
A tutto questo si aggiunge il fatto che la tecnologia continua a fare progressi. Appena un anno fa la traduzione automatica dava scarsi risultati, con contenuti imprecisi e spesso illeggibili. Ma le cose sono migliorate grazie a traduttori automatici basati sulle reti neurali. Chi offre dei prezzi stracciati quasi certamente usa un software per tradurre, e poi ricontrolla il testo per renderlo più preciso e scorrevole.
Le grandi agenzie di traduzione sono esaltate dalle potenzialità che offre la tecnologia, mentre i traduttori sono preoccupati che il futuro abbia in serbo per loro, come massimo piacere intellettuale, un lavoro di revisione. Una soluzione potrebbe essere acquisire conoscenze molto specinche e imparare a scrivere bene in modo da dedicarsi a traduzioni di alto livello. Ma non tutti possono farlo: chi ha molte traduzioni di livello medio da fare dovrà inevitabilmente dedicarsi di più alla revisione se non vuole ritrovarsi senza lavoro.
Cosa faranno tutti gli altri? Va detto innanzitutto che la traduzione di testi letterari non è in crisi. Le vendite di romanzi tradotti sono aumentate del 600 per cento nel Regno Unito tra il 2001 e il 2015, e sono cresciute notevolmente anche negli Stati Uniti, grazie ad autrici come Elena Ferrante che hanno spinto i lettori a cercare libri oltre i confini nazionali. Nessuno pensa che un romanzo possa essere tradotto da una macchina. Il Man Booker prize, per esempio, riconosce che la traduzione è una forma di scrittura e ha stabilito che il premio in dena’ ro sia equamente diviso tra l’autore e i traduttori. La maggior parte del lavoro dei traduttori riguarda testi commerciali, ma anche questa è una forma di scrittura. A volte i dirigenti rifiutano la traduzione di un discorso 0 di una lettera perché non suona come l’originale. Un buon traduttore deve ripensare un testo, riformulandone interi paragrafi, spezzando o unendo frasi e così via. I software di traduzione possono essere precisi, ma traducono una frase alla volta. E visto che ogni lingua ha un ritmo diverso e un modo diverso di costruire le frasi, il risultato di questo metodo può essere un gran caos. Spesso la cosa migliore è riscrivere il testo dopo aver riflettuto sul significato dell’originale.
Un altro mercato è la cosiddetta transcreation (transcreazione), in cui si chiede a un traduttore, spesso in ambito pubblicitario, di ripensare un messaggio assicurandosi che la versione del testo nella nuova lingua abbia riferimenti culturali e battute adeguati, in modo da ricreare lo stesso impatto dell’originale anche senza usare le stesse parole.
La traduzione non è certo l’unica attività rimessa in discussione dalla tecnologia. Nel settore legale, nella contabilità e in molte altre professioni ci sono attività intellettuali che possono essere svolte decentemente dalle macchine. I traduttori del futuro non dovranno avere solo abilità linguistiche e di scrittura. Come gli avvocati o i commercialisti, dovranno guadagnarsi la fiducia dei clienti e immedesimarsi con loro per poter fare un ottimo lavoro. Gli animi solitari, insomma, rischiano di trovarsi in una posizione difficile.