Panorama, 1 giugno 2017
Spostarsi al tempo dei droni
Che siano etero o gay, poco importa: il matrimonio al tempo degli influencer è il trionfo delle nozze-show. Anche in Italia, ormai, ha sfondato il «fotoromanzo» all’americana, tra addii al nubilato teatrali, fidanzamenti evento e matrimoni-maratona. Così, i festeggiamenti si spalmano su due o più giorni, con l’obbligo di dress code stravaganti e pletore di damigelle d’onore. «Ormai è una gara di resistenza: si parte il venerdì sera con i cocktail di benvenuto e si finisce con il brunch la domenica mattina. In questo modo gli inviti diventano libretti d’istruzioni che mandano in tilt gli ospiti», ironizza la stilista Raffaella Curiel. È il matrimonio 3.0, bellezza, in cui il galateo traballa sotto i colpi del bombardamento incrociato di web e tv, che impongono stili e aspirazioni, spesso sul filo del cafonal. «Modello» per eccellenza, la coppia Chiara Ferragni-Fedez: si sono appena fidanzati ma già dettano le tendenze con il loro feuilleton, che mixa gossip e uso massiccio di Instagram. I promessi sposi ipnotizzano i millenials e canonizzano il marketing delle nozze social.
Anche nel mondo reale, i futuri coniugi oggi vogliono tutto e subito, e dagli esperti arrivano con le idee chiare.
Soprattutto le future spose, che saccheggiano i trend da Pinterest, social network ideato per creare vetrine di foto sui più svariati argomenti. Tra le più imitate, Pippa Middleton che per il suo matrimonio con l’hedge found manager James Matthews ha speso 250 mila sterline, circa 295 mila euro.
In Italia la «fabbrica del matrimonio» gode di buona salute e genera un business da 5,2 miliardi di euro l’anno, destinati a crescere con l’introduzione delle unioni civili. Dati alla mano, sposarsi è diventato un po’ più caro: secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel 2017, la celebrazione di un matrimonio con 100 invitati può costare tra i 36.610 e i 61.258 euro, 1’ 1,5 per cento in più rispetto al 2016. Cifre che però non scoraggiano i futuri sposi: nel 2015 l’Istat ha registrato 194.377 matrimoni, 4.600 in più rispetto al 2014.
La generazione che va all’altare si conferma iperconnessa e impaziente, anche quando si parla di nozze. Non a caso è boom di matrimoni last minute. «Sempre più coppie, sia gay che etero, si rivolgono a un esperto e in due mesi vogliono il pacchetto nozze organizzato in ogni dettaglio», spiega la wedding planner Lucia Boriosi.
E per l’organizzazione ci si affida sempre più alla tecnologia, che irrompe prima e durante il ricevimento, con il trionfo di app come Zankyou, il planner virtuale che permette di creare un sito personale per la lista nozze. Quanto ai social, si sta facendo strada anche la controtendenza: gli sposi più all’antica chiedono espressamente di limitare l’uso degli smartphone. L’obiettivo è evitare le malinconiche tavolate di persone con la faccia piegata sui telefonini, ma soprattutto quello di non vedere spiattellato on line il loro giorno più importante.