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 2017  giugno 01 Giovedì calendario

Davide Nicola scrive al figlio che non c’è più: «La nostra vittoria»

Dall’euforia al dolore, sentimenti che si mischiano e non sapremo mai quando finisce la prima e comincia il secondo. Ma non poteva essere diversamente. Da tre anni Davide Nicola si porta dentro un macigno gigantesco, da quando (era il 14 luglio 2014) il figlio Alessandro è rimasto ucciso mentre era in bici, schiacciato da un autobus che faceva manovra. Conquistata una salvezza incredibile, il pensiero è andato subito a lui, a quel promettente calciatore che se n’è andato troppo presto, a 14 anni. Dopo la vittoria sulla Lazio, l’allenatore del Crotone ha così indossato la maglia con il nome del figlio e la A ben evidenziata, in rosso. Poi, ieri, ha voluto dedicargli su Facebook una toccante lettera, che non è passata inosservata. Il popolo del web ha le lacrime in tasca.
«SEI CON ME» Ecco cosa ha scritto Nicola: «Ciao amore mio, non so dove sei. Non so cosa starai facendo. Forse sei su quella nuvola che era su di me quella sera, quando correvo per far volare la tua lanterna. O forse sei qui accanto a me. Sì, sono sicuro che sei qui con me...Oggi so che tu ci sei sempre stato lì con me. Sei riuscito con la tua energia a darmi la forza di lottare e di continuare a inseguire l’impossibile possibile, il possibile probabile, e il probabile certo». Nicola torna poi ai momenti felici, alla promozione in A conquistata col Livorno nel 2013, emozione divisa col suo primo tifoso. E aggiunge: «Avrei voluto gioire con te, guardare i tuoi occhi e il tuo sorriso, prenderti per mano e insieme correre e festeggiare». La lettera si chiude con una citazione del Dalai Lama: «Le sei perfezioni: generosità, disciplina, pazienza, perseveranza, concentrazione e conoscenza trascendente».
IN BICI Sono giorni complicati a livello emotivo per Nicola. È tornato a casa (Vigone, vicino a Torino) dove da domani si svolgerà un torneo Esordienti per ricordare Alessandro. Poi dovrà rispettare la promessa fatta in caso di una salvezza che a un certo punto sembrava impossibile (9 punti nell’andata, 25 nel ritorno...): andare da Crotone a Torino in bici, oltre 1.300 chilometri. Partenza prevista il 5 o 6 giugno, dopo aver discusso i dettagli del contratto, che prevede il rinnovo automatico. Con lui il cognato e alcuni volontari, arrivo in una settimana «non di più, altrimenti mi gioco tutte le vacanze…».
SORPRENDENTE Nicola è fatto così: mai banale, sempre capace di sorprendere. Da giocatore, dedicava un quadernetto a ogni allenatore: frasi, esercizi, schemi, idee. Poi il bacio passato alla storia: il 28 aprile 2000 è al Genoa, lo chiama un’amica poliziotta e gli dice “Ho sognato che fai gol”. C’è l’Atalanta, lui segna, non capisce più niente, vede un’agente bionda, corre ad abbracciarla, si accorge che non è l’amica e la bacia lo stesso. Terzino focoso, papà commovente, allenatore preparato. Che quando può, va in università a studiare psicologia. E che, a fine partita, chiama i giocatori a metà campo a fare una seduta di autocoscienza. Un giorno ha spiegato cosi il vantaggio di vuotare il sacco: «Quando le emozioni sono ancora calde, ti crei un’immagine irripetibile di quello che hai appena vissuto. Capisci se hai dato tutto, ti chiedi dove hai sbagliato».