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 2017  giugno 01 Giovedì calendario

Aeroporti verso il raddoppio dei passeggeri

Per gli scali italiani ammontano a quasi 4,2 miliardi di euro gli investimenti previsti nel quinquennio dai contratti di programma, frutto della collaborazione tra Assaeroporti e le istituzioni competenti, destinati a incrementare la capacità aeroportuale e a migliorare i servizi: per il 93% provengono da risorse delle società di gestione, per il 7% sono soldi di Ue, Stato, Regioni. Con questa “dote” si cerca di recuperare il terreno perso nel primo decennio del Duemila, caratterizzato da un immobilismo dovuto anche ad una certa confusione regolatoria, per consentire agli scali italiani di reggere alla sfida di un settore in forte crescita, considerando che nei prossimi vent’anni il traffico raddoppierà.
Una ricerca realizzata dal Censis per i 50 anni di Assaeroporti, presentata ieri a Roma, evidenzia che quasi metà dei 4,2 miliardi di euro interessa il Centro-italia (47,9%) per la rilevanza di Fiumicino, gli aeroporti del Nord-Ovest e del Nord-Est generano rispettivamente il 18,8% e il 18,3% degli investimenti, mentre il 15% riguarda il Sud. C’è molto da fare considerando che l’Italia occupa il 60° posto per la qualità delle infrastrutrure del trasporto aereo (84° nel 2011), ben lontano dai principali paesi europei (la Germania è al 12°). La crescita del trasporto aereo nell’ultimo quinquennio è stata dell’11,1%, solo nell’ultimo anno del 4,6%. Lo stesso trend ha caratterizzato il primo quadrimestre 2017 (+6,6%). Nel 2016 il traffico negli scali italiani ha superato i 164 milioni di passeggeri e secondo diverse stime al 2035 potrebbe attestarsi tra i 289 milioni e i 311 milioni. Questo andamento avrà un forte impatto sul ciclo economico, considerando che a livello nazionale il settore aeroportuale vale il 3,6% del Pil (tra impatto diretto, indiretto e indotto). «Quello aeroportuale è un settore centrale per lo sviluppo – ha sottolineato il ministro Graziano Delrio (Infrastrutture e Trasporti) – e per il turismo perché crea occupazione e lavoro. Fondamentali sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti, bisogna guardare al numero giornaliero di connessioni e non solo all’Alta velocità».
Una delle caratteristiche del sistema aeroportuale è il forte policentrismo. I gate intercontinentali di Fiumicino, Malpensa e Venezia (secondo la definizione del piano nazionale aeroporti) intercettano il 43% del traffico passeggeri, ma i 7 aeroporti non gate con più di 5 milioni di passeggeri all’anno, ne movimentano il 33%. Mentre i 32 aeroporti con meno di 5 milioni di passeggeri hanno una quota sul totale del 24%. «Il settore è in pieno sviluppo e ha prospettive di crescita – ha aggiunto il presidente di Assaeroporti, Fabrizio Palenzona -. Abbiamo bisogno di una maggiore integrazione modale e abbiamo bisogno dei piccoli aeroporti che svolgono un servizio pubblico, la nostra forza è stare tutti insieme».
La competitività degli aeroporti, come sottolineato dal ministro Delrio, è legata anche all’esistenza di collegamenti rapidi, fluidi e diversificati con le città e con le aree vaste di riferimento. Anche in questo caso l’Italia registra un ritardo, che secondo quanto previsto dal Documento di Economia e Finanza 2017 verrà ridimensionato nei prossimi anni. Infatti, sono in corso o in progettazione investimenti di tipo ferroviario e tramviario nella maggior parte dei più importanti scali italiani.
Intanto ieri la Norwegian, vettore low cost sul lungo raggio ha annunciato che collegherà da novembre Roma con New York, (da Fiumicino a Newark) con tariffe “low fare” a partire da 179 euro a tratta (senza pasti, né posto assegnato e senza bagaglio in stiva) e con Los Angeles (tariffe da 199 euro); da febbraio toccherà a San Francisco e Oakland (a partire da 199 euro).