La Stampa, 1 giugno 2017
Esercito e riconoscimento facciale. Cardiff prepara il weekend più lungo
Alzare le misure di sicurezza per la finale di Champions dopo il massacro di Manchester è praticamente impossibile. Il piano si è già spinto molto oltre la normale amministrazione eppure questo è il primo grande evento che rientra nell’Operation Temperer e porta l’esercito in strada.
Si vedrà più polizia di quanta ne girava a Londra durante le Olimpiadi del 2012 anche se i numeri non saranno certo gli stessi, solo che le armi saranno più evidenti. Il primo ministro britannico Theresa May vuole «un’esibizione di forza» in ogni occasione che richieda di essere pattugliata. Vuole che l’eventuale nemico si senta accerchiato, osservato e stavolta gli occhi saranno migliaia.
A Cardiff si vivrà la prima finale a tetto chiuso per scongiurare la minaccia dei droni e ci sarà anche il riconoscimento facciale, dichiarato, massiccio, anche questo un inedito. Le telecamere piazzate ovunque per riconoscere e analizzare i tratti distintivi di ogni volto e rimbalzare i dettagli nel database con i volti schedati per riconoscere i sospetti sono già state usate, ma questo è il primo evento sportivo in cui diventano il punto chiave della rete di protezione. E pure la prima volta che sono così esplicitamente annunciate, quasi ad avvisare il gentile pubblico che sarà spiato.
La risposta ideale
Il sistema presenta qualche problema di violazione della privacy, in passato è comparso, in modo più discreto, a concerti di massa e ha creato diversi problemi. A Cardiff non ci sono state proteste o gruppi di opposizione e in realtà l’idea viaggia indipendente dalla minacce di terrorismo. In Gran Bretagna è considerata la risposta ideale per calmare i gruppi di violenti, sempre gli stessi, sempre conosciuti e quindi facilmente pescabili tra la folla.
Le telecamere non si limitano alla zona intorno ai due stadi, il Millennium Stadium di Juventus-Real Madrid e il City Stadium dedicato alla finale al femminile tra Lione e Psg in programma stasera. Coprono il centro, la stazione, la baia dove è stato organizzato il festival. Dove ci sono tracce di Champions c’è un circuito chiuso che scannerizza ogni mossa. Per avere inquadrature migliori, sono aumentate le strade chiuse al traffico, sono stati piazzati degli sbarramenti che rallentano il passaggio negli incroci chiave e la strada principale sarà letteralmente divisa in due. Hanno riciclato le strutture gialle usate per il summit della Nato del 2014.
Alcune sono precauzioni abituali, però Cardiff non è certo abituata ad ospitare tante gente, la città sarà invasa da 170 mila persone, ovvero la metà della popolazione locale.
Mitragliatrice a vista
Le prove generali le hanno fatte a Wembley per la finale di Fa Cup persa dal Chelsea di Conte contro l’Arsenal. Non c’era il riconoscimento facciale ma l’Operation Temperer era già in atto. La risposta all’emergenza è stata pianificata nel 2015 e varata in questi giorni. Di fatto permette all’esercito di affiancare e, in caso di reale pericolo prendere il posto, della polizia locale. Segue il cambio dello stato d’allerta passato a «critico» dopo Manchester. In passato operazioni simili sono state bloccate perché «intimidivano la popolazione». Ora la mitragliatrice è in vista ma le forze dell’ordine di Cardiff provano a sdrammatizzare. Un agente si è fatto riprendere da una troupe straniera mentre accennava un passo di danza in assetto anti sommossa. Un altro ha sorriso in uno scatto in cui dà il cinque a una bambina. Con la mano libera dall’arma.