La Stampa, 31 maggio 2017
La Cina rilancia: «Noi più forti di tutto il G7»
Perché l’Ue può giocare di sponda con Pechino?
Il premier cinese Li Keqiang arriva oggi in Europa per la nona visita dall’inizio del suo mandato. Il viaggio del capo del governo cinese a Berlino e a Bruxelles avviene in un contesto di incertezza internazionale, poco prima del G20 di Amburgo e subito dopo le parole pronunciate da Angela Merkel sui rapporti con gli Stati Unti. «Gli europei devono prendere in mano il proprio destino», ha ammonito la Cancelliera tedesca. Una convinzione condivisa a Pechino. Commentava l’agenzia cinese Xinhua che Europa e Cina dovrebbero trovare un terreno comune, visto che entrambe «sostengono il libero commercio e un atteggiamento responsabile negli affari del mondo». Dopo l’elezione di Trump alla Casa Bianca, la leadership cinese non ha perso occasione per presentare se stessa come il campione del libero mercato e della globalizzazione. Lo scorso febbraio, al World Economic Forum di Davos, il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto al mondo di evitare di «chiudersi nella stanza buia» del protezionismo. Insomma, su importanti dossier – commercio internazionale, multilateralismo, clima – Europa e Cina possono giocare di sponda. Oltre agli stretti rapporti economici bilaterali, nella capitale tedesca Li Keqiang e Angela Merkel dovranno anche discutere l’agenda per il G20 di Amburgo a luglio. La Cina – che l’anno scorso ha ospitato il vertice ad Hangzhou – vede nel G20 uno strumento multipolare cruciale per la promozione di un nuovo tipo di governance mondiale, dove Pechino può ritagliarsi un ruolo di maggior peso. Tanto che nei giorni scorsi la stampa cinese ha messo in dubbio la legittimità del G7, «il cui contributo complessivo alla crescita mondiale non arriva a quello della sola Cina». In questi anni Pechino ha proposto riforme delle istituzioni internazionali. Ad Amburgo la leadership di Pechino offrirà come modello le nuove vie della Seta: l’iniziativa lanciata da Xi Jinping per la costruzione di un’imponente rete d’infrastrutture che consenta l’integrazione degli scambi tra Cina ed Europa attraverso l’Asia Centrale e l’Oceano Indiano. Pechino spera che il G20 di luglio lanci un appello «in favore di un’economia mondiale aperta, per tutelare il sistema di libero commercio e promuovere un modello più equo di globalizzazione», ha detto il ministro degli Esteri cinese.