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 2017  maggio 02 Martedì calendario

Ora parla Giorgia: ogni tanto penso che ci vorrebbe un meteorite. poi mi pento e faccio la rivoluzione partendo da me stessa

«Ho lavorato a lungo per essere libera, innanzitutto con me stessa e per certi versi da me stessa. Di conseguenza, questo lavoro che non ritengo affatto concluso, ma in continua progressione, mi sta portando a essere un po ’più libera anche con gli altri. Non credo di essere una donna risolta, come dici, ma sicuramente ci sto provando, ci sto mettendo impegno, non vedo come potrebbe essere altrimenti».
Piccola premessa, siamo vis-à-vis con Giorgia Todrani, classe 1971, in arte Giorgia. Un nome solo, tanto basta, perché poi c’è la voce, quella che l’ha fatta, legittimamente, paragonare a Mina, altro nome singolo, senza cognome, che in questi casi non serve. Un’usanza, questa, che oggi, nell’epoca dei talent, è diventata quasi obbligatoria, ma che all’epoca è stata una scelta, non una necessità o una imposizione. E proprio dall’idea di libertà, di assenza di imposizioni, o almeno di tentativi di abbattere le imposizioni siamo partiti per questa chiacchierata fatta mentre una macchina ci portava dalla Sicilia alla Puglia, via Calabria, spaziando su temi che solitamente non finiscono dentro le interviste dei cantanti pop. almeno non quelli italiani, ma che in realtà, magari non visti, finiscono nelle loro canzoni. Partiamo dall’inizio.
GIORGIA. TUTTI TI CONOSCONO PER LA TUA INCREDIBILE VOCE. STAVOLTA PARLIAMO DELLA SOSTANZA PIÙ CHE DELLA FORMA. CON QUELLA VOCE. NEGLI ANNI, HAI SEMPRE PROVATO A FAR PASSARE CONTENUTI IMPORTANTI. NON SOLO NELLE CANZONI, MA PROPRIO NEL TUO MODO DI STARE NEL TUO MESTIERE, DA COME APPARI SUL PALCO. DA QUELLO CHE SCRIVI NELLE CANZONI CHE CANTI.
Io sono da sempre attenta a quel che mi circonda. Più o meno consapevolmente. Ho avuto un momento in cui tutto questo l’ho tirato fuori anche con molto entusiasmo, forse troppo, all’epoca dell’album Ladra di vento, nel 2003. L’ho fatto con entusiasmo e anche con un pizzico di ingenuità, ma allora credevo molto nell’idea di un noi collettivo che potesse davvero fare la rivoluzione, cambiare lo stato delle cose.
SI ERA IN PIENO BERLUSCONISMO, MA L’ITALIA ERA COSTELLATA DI BANDIERE ARCOBALENO DELLA PACE. UN MODO PRE-SOCIAL DI ESTERNARE UNA PRESA DI DISTANZA DALLA GUERRA.
Esatto. In quell’epoca avevo trent’anni, mi sentivo finalmente in grado di dire la mia, ci credevo davvero. Ma fin dal primo momento ho capito che le cose non erano così semplici. Proprio per il lancio di Ladra di vento, per dire, ho fatto una battuta stupida che mi si è ritorta contro. Berlusconi, che era presidente del Consiglio, aveva detto che voleva portare il Festival di Sanremo su Mediaset e io ho detto che l’avrebbe chiamato “Sant’Arcore”. Davvero una battutina leggera. Ma il giorno dopo, invece di parlare dell’album che stavo presentando, tutti hanno parlato di questo.
ESSERE LIBERI, IN EFFETTI, COMPORTA DEI RISCHI NOTEVOLI, ANCHE PER CHI FA IL TUO MESTIERE.
Considera che ho la fortuna di fare un mestiere che mi permette di lavorare su me stessa prendendomi i miei tempi, per quanto non possa staccare, perché ho un mutuo da pagare. Ma ho sicuramente tempo per me, per ragionare, per cercare di approfondire. Insomma, posso lavorare su me stessa, cercando di essere libera, anche se oggi la vedo un po’ diversamente rispetto ad allora.
NON CREDI PIÙ IN UN NOI COLLETTIVO? 
Diciamo che oggi tendo a credere più in un insieme di Io che possono diventare qualcosa di vicino a un Noi. Siamo tutti diversi, come persone e come posti. In questi giorni sto girando l’Italia con il mio tour e mi è evidentissimo come ogni città abbia le sue peculiarità, così come le persone che le abitano. Siamo tanti io diversi, ed è bello che sia così, anche se questo implica che difficilmente possiamo muoverci all’unisono, possiamo farci valere. Ho la percezione che se una rivoluzione ci sarà non saremo noi a farla, ma semmai la generazione dei nostri figli. Noi possiamo limitarci a lavorare su noi stessi, a cambiare qualcosa nelle nostre singole vite. Io lo sto facendo da un sacco di tempo, pensa che facevo la raccolta differenziata quando a Roma neanche era stata instituita, e lei mie amiche mi guardavano malissimo.
QUESTA COSA DI ESSERE ATTENTA ALL’AMBIENTE È UN’ALTRA CARATTERISTICA CHE TI CONTRADDISTINGUE DA TEMPO, ANCHE SE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PRIMA DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA FORSE È TROPPO...
Sì, lo facevo per spirito civico, o più semplicemente per una forma di rispetto nei confronti dell’ambiente nel quale mi trovo a muovermi, a vivere, che si tratti della città dove vivo o della Terra. Facevo la raccolta differenziata prima che in pratica esistesse, perché anche se in realtà umido e differenziata finivano in un unico sacchetto, con vetro, carta e plastica in un altro, almeno era un primo passo, un modo per sensibilizzare chi mi stava intorno e al tempo stesso per illudermi di essere meno nociva all’ambiente. Credo che questo sia quello che davvero possiamo fare per essere liberi, lavorare sulle nostre vite a prescindere dai risultati. Per dire, sono vegetariana, e lo sono per una scelta etica, non sto a rompere le scatole agli altri, anche se nel mio piccolo questa scelta provo a raccontarla.
NON ESSERE ROMPISCATOLE ED ESSERE ETICAMENTE PORTATI AL VEGETARIANESIMO È GIÀ SINGOLARE, ANCHE SE IN QUESTO CAMPO SONO I VEGANI CHE HANNO LA LAUREA NEL DIVENTARE OSTILI AGLI ALTRI.
Io credo che si tratti di scelte personali, e che quindi le mie scelte non debbano impattare nelle scelte tue o di chi mi sta di fronte. Chiaramente, se siamo a tavola e tu mangi costine d’agnello magari te lo faccio notare, ma non ne faccio una bandiera. Te ne parlo, certo, ma rispettando il tuo punto di vista. Anche perché questa è a seconda volta che sono diventata vegetariana, magari cambio idea un altra volta e sarebbe difficile, poi, presentarmi in giro con disinvoltura...
ANCHE SU QUESTO LA TUA POSIZIONE SEMBRA UN PO’ DISINCANTATA, COME SE FOSSE SUBENTRATA UNA FORMA DI RASSEGNAZIONE.
No, non mi sento affatto rassegnata, lo sono coerente con quello che penso e che sento, e suppongo che così facciano anche gli altri. Il tutto si esterna mentre faccio la spesa, quando regolo il termostato dei termosifoni, nella quotidianità. Beppe Grillo diceva che quando mettiamo i prodotti nel carrello del supermercato stiamo facendo una scelta politica, sono perfettamente d’accordo. Quindi non parlerei affatto di rassegnazione, ma più di una presa di coscienza che abbiamo superato il limite. Di questo provo a parlarne anche nel mio ultimo album, che non a caso si chiama Oronero.E IL TUO ULTIMO SINGOLO, “VANITÀ”, AFFRONTA UN DISCORSO CHE IN QUALCHE MODO È LEGATO ALLA LIBERTÀ, O MEGLIO ALL’ASSENZA DI LIBERTÀ. CHI FA IL TUO LAVORO NE È SPESSO VITTIMA. VISTO CHE SI TENDE A INGABBIARE TUTTO IN UN CONTESTO ESTETICO BEN CIRCOSCRITTO. TU DA QUESTO PUNTO DI VISTA SEMBRI RISOLTA.
Ci sto provando. Credo che tutti dobbiamo tendere a stare bene con noi stessi, ti ho già risposto a questa domanda.
NON FAI NULLA PER NASCONDERE IL FATTO CHE SEI UNA DONNA E NON UNA RAGAZZINA. NEI TUOI VIDEO MOSTRI TRANQUILLAMENTE LE TUE PRIME RUGHE, FATTO CHE PERALTRO È TALMENTE NATURALE MA AL TEMPO STESSO TALMENTE POCO PRATICATO DA ESSERE DIVENTATO UNA SORTA DI ATTO SOVVERSIVO. 
Mi piacerebbe poterti dire che sono una donna risolta, ma è un lavoro faticoso che non ho ancora portato a termine. Prendere atto che non sono una ragazzina, che sono una donna, che sto invecchiando è semplicemente provare a fare i conti con me stessa cercando di evitare il cliché che io per prima ho di cosa piace o non piace, di cosa dovrei essere, di come voglio che gli altri mi vedano. Non è un caso che proprio con Ladra di vento, cioè nel momento in cui ho iniziato a tirare fuori questa presa di coscienza, ho anche iniziato a pormi in maniera differente da un punto di immagine, liberata.
Stavo sempre mezza nuda, consapevole che sarei anche stata fraintesa. Il fatto è che a trent’anni avevo questa energia e questo entusiasmo che quasi metteva paura, perché andava oltre le aspettative degli altri, spiazzava, oggi credo di aver trovato un equilibrio per cui quell’energia la incanalo meglio, la governo.
PRIMA HAI FATTO CENNO ALLA SPERANZA CHE RIPONI NELLE NUOVE GENERAZIONI. LO DICI DA MAMMA DI UN BAMBINO DI SETTE ANNI, SEI TIPO LA MAMMA DEL PROTAGONISTA DI “TERMINATOR” O NE FAI UN DISCORSO PIÙ GENERAZIONALE...
I giovanissimi hanno un rapporto col potere, coi grandi, molto più libero di quanto non lo avessimo noi. Se mio padre diceva qualcosa io obbedivo senza discutere, poi, ovvio, la prima volta che ho potuto me ne sono andata di casa. Lo stesso valeva con le istituzioni, per questo quando è montata la protesta nei confronti di Berlusconi ho creduto che arrivasse una rivoluzione. Loro crescono con un’idea di individualismo forse più radicata, non si vedono portati a obbedire in maniera automatica. Contestano, mettono in discussione, si fanno le loro opinioni su tutto, magari sbagliate, ma se le fanno. Non se la bevono come facevamo noi...
UNA SPERANZA C’È, QUINDI?
Non esageriamo, a volte penso che ci vorrebbe solo un meteorite. Poi mi pento, chiaro, ma pensare lo penso.
COME QUANDO. DI RECENTE. IN PARLAMENTO SI DISCUTEVA DEL TESTAMENTO BIOLOGICO ABBIAMO ASSISTITO A UNA SCENA PIETOSA. CON LE POLTRONCINE TUTTE VUOTE...
Ecco, io credo che già i 1 fatto che ne debba parlare il Parlamento sia sbagliato. Perché su certi temi così personali, come l’eutanasia, il testamento biologico, temi così legati alla propria coscienza, quasi religiosi. dovrebbero essere chiamati a decidere i cittadini.
SULL’EUTANASIA, TU COME LA PENSI?
Io non la penso. E spero proprio di non trovarmi un giorno in condizioni di dover decidere a riguardo. Credo che sia un argomento su cui è difficile essere teorici, anche se ritengo che almeno sulla nostra vita, su come morire, dovremmo tutti essere liberi di decidere.
IN QUALCHE MODO HAI GIÀ RISPOSTO. E A PROPOSITO DI LIBERTÀ, SULL’IPOTESI DI LIBERALIZZAZIONE DELLE DROGHE LEGGERE QUAL È LA TUA OPINIONE?
Questa è una domanda acuì non sono preparata. E non voglio essere preparata. Se sono convinta che su certi argomenti dovrebbero essere chiamati a decidere tutti i cittadini, su altri, come questo, mi aspetto che a decidere sia chi è stato preposto a farlo, cioè chi ci governa. Su argomenti importanti, che in qualche modo implicano conoscenze scientifiche, vorrei che fosse chi è competente a dirmi come stanno le cose.
SU QUESTO HAI PERFETTAMENTE RAGIONE, NON SEMPRE UNO VALE UNO. LE COMPETENZE ESISTONO PER QUELLO.
Ho visto un documentario in cui c’era una persona con una malattia molto simile alla Sla, che utilizzava la marijuana a scopo terapeutico perché così riusciva a controllare i muscoli, altrimenti sarebbe rimasto immobilizzato. Non credo che quindi, anche in questi casi, si possa generalizzare. Se ci sono evidenze scientifiche che in certi contesti assumere droghe leggere sia pericoloso, come può essere per chi guida o in certi specifici casi, si vieti l’uso ad hoc. Del resto da noi è vietato l’utilizzo di droghe leggere ma si possono comprare sigarette o superalcolici. Io mi interrogherei, piuttosto, sul perché in molti, anche giovanissimi, guardino alle droghe o all’alcool quasi come a una necessità. 
COME DEL RESTO CI SI ASPETTA DA UNA CANTAUTRICE, SEPPURE POP... 
Anche essere pop, quindi leggera, è una conquista. Ci sono arrivata. Non devo per forza dimostrare qualcosa, non ne ho bisogno per me quindi penso non ne abbia bisogno neanche il pubblico. Canto le mie canzoni, canzoni pop, e vivo questa vita nel miglior modo possibile per me e quindi per gli altri.
UN’ULTIMA BATTUTA: BERLUSCONI HA FATTO LE FOTO MENTRE ALLATTA COL BIBERON UN AGNELLINO. IO HO SUBITO ORDINATO UN CARICO DI ARROSTICINI DIRETTAMENTE DA PESCASSEROLI...
Io me magno direttamente un umano, a questo punto, e non ne parliamo più.