ItaliaOggi, 30 maggio 2017
Tour Eiffel, ticket sale a 25 euro
Il picco s’è toccato tre anni fa, nel 2014, con 7,1 milioni di visitatori. L’anno scorso, dopo tutto quel che è successo, dall’eccidio di Charlie Hebdo alla strage del Bataclan, i turisti che sono saliti sulla Torre Eiffel sono scesi a 6,8 milioni. Eppure la direzione della Sete (Société d’exploitation de la Tour Eiffel), la società pubblica, controllata dal comune di Parigi e dalla regione Ile-de-France, che gestisce la Torre (visitatori e manutenzione), ha cominciato a preoccuparsi.
Non per il calo, ma per la crescita (attesa).
Infatti, superare il tetto dei 7 milioni di visitatori potrebbe diventare un problema, non tanto per la stabilità della torre (anche se l’ingegner Eiffel aveva stimato, nel 1889, un flusso massimo di 500 mila persone e aveva perfino immaginato la sua demolizione da lì a vent’anni), ma per la tenuta del conto economico della società che, pur essendo pubblica, si è posta (finalmente, è il caso di dire) l’obiettivo di una certa redditività, come faceva del resto il gestore che l’ha preceduta (fino al 2005), una Sem, Société d’économie mixte, di cui facevano parte anche soci privati come Unibail, colosso dell’immobiliare, e l’immancabile Lvmh di Bernard Arnault.
Questo non vuol dire che la Sete, ora guidata da una vera esperta di marketing come Anne Yannic, una che è stata per dieci anni in Procter&Gamble e poi al Club Med e quindi sa di che cosa parla, deciderà di mettere un tetto al numero dei visitatori.
Vuol dire, invece, che proverà a cambiare il modello di business, cercando di spremere al massimo, dal punto di vista economico, uno dei monumenti più famosi e conosciuti al mondo.
In che modo? Intanto aumentando di almeno il 50% il prezzo del biglietto che oggi ha tariffe variabili, a seconda della tipologia del visitatore, tra 11 e 17 euro. Nessuna altra torre al mondo ha tariffe così basse. Per salire sulla Torre Khalifa a Dubai e guardare dall’alto un panorama fatto di grattacieli, svincoli autostradali e deserto costa da 32 a 80 euro. Il biglietto per l’Empire State Building a New York costa da 30 a 60 euro e la Torre della radio di Toronto, in Canada, da 24 a 32 euro. Quindi, portare il biglietto della Torre Eiffel a 20-25 euro non dovrebbe essere un problema e non impatterebbe certo sul numero dei visitatori.
Semmai a impattare sulla redditività è un modello di organizzazione del lavoro, tipicamente pubblico-burocratico, che ha impedito finora la creazione di una biglietteria elettronica, che consentirebbe, come accade al Louvre, al Musée d’Orsay e in tanti altri siti turistici francesi, di prenotare una visita nel giorno e nell’orario preferito ed evitare di farsi ore e ore di coda (si veda ItaliaOggi del 18 gennaio scorso).
Un accordo sindacale, che la direttrice della Sete vorrebbe cancellare, vieta di vendere online più del 10% dei biglietti e nessun impegno, della Sete e del comune di Parigi, a non toccare i livelli occupazionali nel passaggio dalla vecchia biglietteria a quella elettronica, è servito a sbloccare la situazione. Anzi, quando le trattative per modernizzare il ticketing sono andate troppo avanti, i sindacati hanno bloccato la Torre per cinque giorni, a luglio scorso, e poi hanno continuato con una raffica di micro-scioperi a scacchiera per tutta l’estate. Uno scenario che madame Yannic non vorrebbe più rivedere. «Stiamo facendo 300 milioni di euro d’investimenti, finanziati dal comune e dalla regione, per migliorare l’accessibilità e la fruizione della Torre», ha spiegato, «è evidente che deve esserci un ritorno». «La Torre si è sempre ripagata: pensi che, due anni dopo la sua costruzione, era già completamente ammortizzata», ha aggiunto l’assessore al turismo del comune, Jean-François Martins, che di mestiere, prima di lanciarsi in politica (all’inizio con i centristi di François Bayrou, ora ministro della giustizia con Macron, poi con radicali di sinistra) faceva il consulente di marketing quindi ha una certa competenza come la direttrice Yannic.
Certo, per la redditività della Torre non basterà aumentare il prezzo dei biglietti (dal 1° luglio), ma bisognerà ampliare il perimetro del business. A questo servirà il nuovo parco alberato e attrezzato che sorgerà tutt’intorno, protetto da pareti di vetro antiproiettile. Il parco diventerà «une très belle promenade», ha annunciato la Yannic: un mall commerciale pieno di locali e di negozi eleganti, non i negozietti di souvenir com’è oggi. Insomma, un business all’altezza della Torre più suggestiva al mondo.