La Stampa, 29 maggio 2017
Gioco del suicidio, salvata a 14 anni
La foto su Facebook delle incisioni sul braccio, uno dei primi segnali dell’ultimo fenomeno – pericoloso – in rete, quel “Blue Whale” che sta spingendo al suicidio gli adolescenti più fragili ed esposti, ha permesso alla polizia di prevenire quella che si sarebbe potuta trasformare in una nuova tragedia, salvando una ragazzina di 14 anni che sembrava avviata a seguire le tappe del gioco fatale. Fortunatamente nella scuola frequentata la giovane gli insegnanti si sono accorti che qualcosa non andava e si sono rivolti alla famiglia, da cui è partita la segnalazione alla polizia postale.
Il “Blue Whale”, balena blu in inglese, è un gioco che sta circolando sui social dopo che uno studente russo di psicologia ha inventato le cinquanta regole che giocano sulla suggestione che l’autolesionismo spinto fino alle sue conseguenze più estreme può esercitare sulle menti dei ragazzi nella fase più delicata della loro vita. A renderlo ancora più attraente, la caratteristica progressiva, da uno stadio all’altro, simile a un videogioco ma anche a una pratica iniziatica che finisce per irretire chi, cominciando da graffi sanguinanti sulle braccia debitamente fotografati e postati su internet, viene poi spinto a svegliarsi in piena notte per vedere film horror, fino a camminare su cornicioni e al passo decisivo, un salto nel vuoto con cui il giocatore “si riprende la vita” buttandola da un palazzo di molti piani.
In Russia ha fatto molte vittime, pare 157, e lo studente che lo ha creato, Philip Budeikin, è stato pure arrestato, ammettendo di mirare ai soggetti più facilmente manipolabili, definiti dal diretto interessato degli “scarti biologici”, spinti al suicidio per “purificare la nostra società”. Nel nostro Paese ancora non ci sono morti, ma l’allarme c’è, e le segnalazioni di casi di “Balena Blu” hanno raggiunto quota cinquanta, fa sapere la polizia postale.
A Ravenna sono arrivati in tempo e la 14enne, che adesso sta bene, è stata intercettata nella prima fase, quella dei “tatuaggi con temperini sul corpo”, le ferite superficiali sulle braccia che gli adepti sono spinti a infliggersi prima di passare ai gradini successivi, in un processo a spirale concepito ad arte per ingabbiare giovani menti suggestionabili. Gli insegnanti hanno notato la foto con il braccio sanguinante e hanno avvertito la famiglia, che ha chiamato in causa le forze dell’ordine prima che la cosa prendesse una piega veramente pericolosa. La polizia cerca di risalire al computer dal quale sarebbe partito l’ordine alla ragazzina di incidersi le braccia
A Sarno, nel Salernitano, neanche una settimana fa stava per finire malissimo, perché un bambino di 11 anni è salito sul tetto di un teatro e stava per buttarsi di sotto quando alcuni coetanei gli hanno impedito di portare a termine il gioco.
I familiari hanno poi parlato di una bravata compiuta per attirare l’attenzione delle ragazzine, ma il sospetto che possa essersi trattato di un caso di “Blue Whale” esiste. Sulle braccia pare avesse anche i segni delle incisioni praticate con un coltellino, primo passaggio della serie di cinquanta passi di avvicinamento al gran balzo finale.
Le regole prevedono all’inizio l’incisione sulla mano della sigla f57 con un rasoio, dopodiché si passa alla sveglia alle 4,20 del mattino con la consegna di guardare video psichedelici e dell’orrore inviati da un curatore, una sorta di tutor che, finché l’ideatore del gioco era in libertà, era lo stesso Budeikin. Segue l’incisione della scritta “Yes” su una gamba, in caso il giocatore sia pronto a “diventare una balena”, e poi, sempre con sveglia alle 4,20, si è pronti a recarsi sul tetto di un palazzo. Il taglio del labbro e altri gesti autolesionistici sono altri passi verso nuovi gesti preparatori al salto definitivo, come il salire su ponti e cornicioni.