Corriere della Sera, 29 maggio 2017
La favola di Andreas, outsider di «Amici»
Perseveranza e determinazione, forza di volontà e tenacia: dietro la vittoria di Andreas Muller nella sedicesima edizione di Amici c’è anche e soprattutto questo. Renzi direbbe che il talent era la sua ossessione, ci ha provato tre volte e alla fine ha avuto ragione lui: due edizioni fa si era fermato ai casting, la stagione successiva era arrivato al serale ma a causa di un infortunio (tanti saluti al gomito) aveva dovuto abbandonare. «È stato il momento più brutto, ero a un passo da un sogno e mi sono fatto male. Pensavo, ammazza che sfiga, e mi chiedevo, perché proprio a me? Ma non mi piace lasciare le cose in sospeso e così ho deciso di tornare».
Con un surplus di spinta emotiva. La vittoria è dedicata a suo fratello invalido: «È stato lui a spingermi a ballare, a insistere nonostante io fossi un muro». Un muro duro da scalfire, come ha ricordato in una delle scorse puntate in una lettera aperta al fratello: «Daniel cresceva e io mi vergognavo di lui, mi vergognavo di avere un fratello invalido. Cercava il mio affetto ma io gli rispondevo male. Ho sempre sperato che Daniel crescendo guarisse ma non è stato così. Ho sbandato, uscivo, bevevo, vedevo i miei genitori litigare. Intanto Daniel mi chiedeva mille volte di ballare: quando ho iniziato a 15 anni con l’hip hop non ho più smesso». Favola con lieto fine e con doppia sorpresa. Perché il favorito del talent di Maria De Filippi era Riccardo (si consola, «Perdo le parole», il suo album di debutto, è primo in classifica) e perché di solito vince un cantante, una figura che suscita stimoli più luccicanti nell’immaginario collettivo adolescenziale. Solo due volte è successo infatti che alla fine la spuntasse un ballerino (l’ultimo, Ivan D’Andrea, più di dieci anni fa), anche se è chi danza che trova più facilmente sbocchi professionali, come ha spiegato Maria De Filippi: «Più dell’80% degli aspiranti ballerini passati da Amici oggi è professionista».
Vince lo «straniero». Mamma calabrese e papà tedesco, Andreas Muller è nato in Germania 21 anni fa, ma i genitori si sono trasferiti presto a Fabriano (in provincia di Ancona), «un piccolo centro, dove ci sono poche possibilità di emergere e farsi conoscere», e dove lui si è pagato quelle lezioni di danza che la famiglia non poteva permettersi.
Ora le prospettive, con i 150 mila euro di premio, cambiano. E in attesa di altre proposte Andreas un lavoro l’ha già trovato, le porte di Amici (nella scuola come ballerino professionista) continuano a rimanere aperte per lui. «Vorrei studiare, lavorare, viaggiare, vediamo cosa succederà».
Anche Maria De Filippi coltiva un sogno, a piacere l’Erasmus dello Spettacolo o l’EuroAmici: «Mi piacerebbe aprire il talent anche a concorrenti di altri Paesi, fare un casting europeo allargato anche a ragazzi inglesi, francesi e spagnoli. La prima obiezione che mi hanno fatto è in che lingua penso di parlargli. Non so se andrà in porto, ma sarebbe una bella sfida».
Nello studio di Amici (per la finale quasi 5 milioni di spettatori con il 28,5% di share) lo strillometro aveva già decretato il vincitore: al nome di Riccardo, si percepiva solo la erre iniziale, seguita da una detonazione che poteva essere ugualmente di gioia o panico. Ma lo studio di Amici non era evidentemente in sintonia con il Paese televisivo che lo circonda.
Il contorno dell’edizione è vissuto sulla rottura con Morgan che era stato scelto come direttore artistico di Amici (sostituito da Emma) e se ne è andato sbattendo la porta. I giurati hanno fatto il loro. Ambra la più puntuta e divertente anche perché è quella che si muove meglio nei meccanismi televisivi. Ermal Meta (terzo a Sanremo) e l’étoile Eleonora Abbagnato inevitabilmente più tecnici nei loro giudizi su canto e ballo. L’attore da fiction Daniele Liotti più in versione cameo che protagonista.