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 2017  maggio 29 Lunedì calendario

«Più Cigs per Alitalia se il mercato va male»

ROMA Cassa integrazione straordinaria per tutti i dipendenti e per tutta la durata dell’amministrazione straordinaria di Alitalia. Modulata e flessibile, ovvero a zero ore o a rotazione, sulla base delle esigenze aziendali allo scopo di ridurre le spese in maniera strutturale e «mantenere la compagnia competitiva e appetibile sul mercato». La lettera di 8 pagine indirizzata alle organizzazioni sindacali dai tre commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari traccia la road map di come affrontare, con gli ammortizzatori sociali, la riduzione del costo del personale. E non lascia dubbi sulla necessità di dover imporre sacrifici dolorosi. «Serve – scrivono i tre commissari – un radicale efficientamento organizzativo per adeguare il dimensionamento dell’organico, riconsiderando la struttura organizzativa in ogni ambito (aree di staff, commerciale, manutenzione, amministrazione e finanza, risorse umane, sistemi informativi, servizi di terra)». Il che significa una sforbiciata netta con la Cigs a zero ore per il personale di terra, anticamera della più drammatica via che porta agli esuberi. Stesso discorso, ma con la Cig a rotazione, per piloti e hostess. Perchè «il personale navigante, che peraltro risulta già in esubero, va adeguato al dimensionamento della flotta, alla rivisitazione del network e all’anti-economicità di alcune rotte». 
I DETTAGLI
La richiesta della Cigs per 10.619 dipendenti, è scritto nero su bianco, è quindi funzionale a tenere i conti in ordine per agevolare e «creare i presupposti per la formulazione di valide offerte di acquisizione di beni e assets aziendali», anche ai fini di «una ricollocazione della forza lavoro disponibile». Insomma, i commissari, almeno a livello teorico, provano ad andare incontro alle richieste di Lufthansa, Ryanair e EasyJet, che hanno già fatto capire di essere interessate, ma prima di analizzare il dossier chiedono di asciugare gli organici. O quanto meno di poter trasformare la cassa a zero ore in esuberi permanenti. Del resto la Cigs ha una durata limitata ed è una sorta di strada obbligata verso il licenziamento. 
Per questo un capitolo della lettera, che Il Messaggero ha potuto consultare, è tutto dedicato alle modalità di attuazione della cassa. La durata del paracadute, come detto, sarà uguale al commissariamento, quindi minimo un anno, e dovrà garantire comunque l’operatività. Dovrà essere flessibile per adeguarsi sia alle «eventuali riduzioni di aeromobili», che alla stagionalità. Insomma, sarà legata all’andamento del mercato e alle richieste dei vettori intenzionati ad acquistare Alitalia. Per questo la cassa integrazione a rotazione riguarderà, almeno a livello teorico, tutto il personale navigante (1.351 risorse del personale tecnico e 3.365 del personale di cabina). Dal prossimo mese e solo in questa prima fase saranno invece messi a riposo 190 piloti e 340 assistenti di volo. L’azienda si riserva ovviamente di aumentarne il numero, anche se i dati che arrivano dal mercato sembrano molto positivi, almeno dal medio raggio. E punta a favorire chi si presenterà volontario. 
Anche per il personale di terra vale lo stesso meccanismo. Coinvolti nella cassa a zero ore sono tutti i 5.903 dipendenti, fatti «salvi i profili professionali non sostituibili». La misura riguarderà per ora 823 risorse e potrà essere estesa dopo la consultazione con i sindacati. Nel mirino tutte funzioni: corporate, finanza, i servizi ai clienti, la contabilità, strategie e pianificazione, information technology. Per consegnare ai nuovi acquirenti una compagnia pulita e senza inefficienze.