Il Messaggero, 28 maggio 2017
Roma saluta Laura Biagiotti l’addio è in bianco
Buon viaggio mamma è scritto sul cuore di fiori immacolati davanti alla bara bianca coperta da un drappo nella stessa tinta. Candide le grand corone, i bouquet. Candide rose, peonie, calle, gelsomini. E molti abiti delle intervenute. Lavinia, figlia di Laura Biagiotti, siede in prima fila alla cerimonia funebre che ieri mattina alle undici precise è iniziata nella grande, bellissima, e gremitissima chiesa di Santa Maria degli Angeli.
LA CERIMONIATantissimi hanno voluto salutare per l’ultima volta la stilista che amava Roma e che Roma ricambiava alla grande. Fuori dalla chiesa premono i paparazzi, le televisioni intervistano le celebrità presenti. A officiare è don Franco, il parroco che da molti anni segue la famiglia. Ci sono parenti, amici, personalità, sportivi, attori, molte maestranze. C’è la sindaca Raggi in tailleur nero e fascia: ha inviato una corona giallo rossa, colori della città. Lavinia è in giacca bianca con sciarpa tricolore per ricordare l’amore della madre per il Made in Italy, le è accanto il fidanzato Francesco Iovene. La giovane è commossa, ma piena di premura per tutti quelli che le si accostano e la salutano affettuosamente, poi legge le prime due Letture della Messa e l’ultima. Le si avvicina Nancy Brilli in tailleur candido, come Mara Venier. «Era una donna forte e al tempo stesso semplice – dice don Franco che la conosceva bene e aveva frequentato anche il marito Gianni Cigna e la mamma di Laura – era molto vicina ai suoi dipendenti. Metteva il lavoro prima di tutto. Il bianco era il suo colore preferito, segno di una vita semplice. Ma Laura era anche forte, molto forte, faceva quello che le sembrava giusto. E ora, Lavinia vivi come mamma ti ha insegnato. Non ti chiudere in te stessa».
GLI AMICI
Parla poi Paola Cacianti, giornalista e amica, dicendo che Laura conciliava cultura e leggerezza. «Era capace di mettere tutti d’accordo». Tra le lacrime finisce il discorso di Silvana Giacobini, che definisce la stilista: «Un pugno di ferro in un guanto di cashmere». Sale al pulpito Giovanni Malagò e sottolinea: «Laura Biagiotti è stata una antesignana anche nel coinvolgere in pedana lo sport, e non solo i campioni ma anche giovani meno noti. È stata lei a volere e a vincere la candidatura alla Ryder Cup 2022 per il suo golf club Marco Simone. È una italiana di cui andiamo fieri». Accanto a Beppe Modenese, a Piero Pinto, a Mario Boselli, a Carlo Capasa, presidente della Camera della Moda italiana, ecco Santo Versace. Si rivolge a Lavinia: «Ti staremo sempre vicini. L’amicizia delle nostre famiglie risale alle mamme, la mia a Reggio Calabria vendeva nel suo negozio i vostri modelli».
IL COMMIATO
La commozione serpeggia, tra gli intervenuti ci sono Silvia Venturini Fendi e la mamma Anna, Roberto Capucci, Stefano Dominella e Guillermo Mariotto, Renato Balestra e la figlia Federica, Lando Buzzanca, Antonella Clerici, Maria Rosaria Omaggio, Denny Queen, Francesco Rutelli e Barbara Palombelli, Marisela Federici, Maurizio Pollini, Beniamino Quintieri e Kaspar Casparoni, Francresca Ambrosetti, Roy De Vita. Poi è il momento del commiato, la bara esce, e all’esterno della chiesa viene accolta da un grande applauso. La tomba della famiglia Biagiotti è a Maccarese.