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 2017  maggio 28 Domenica calendario

Così dilaga la medicina alternativa ma è in arrivo la stretta sui prodotti. Intervista a Gino Santini

Sono molte le critiche che nel tempo e, in particolare nelle ultime ore, sono state avanzate contro l’omeopatia. Gino Santini, segretario nazionale SIOMI-Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata e direttore dell’Istituto di Studi di Medicina Omeopatica, i rimedi omeopatici possono sostituire quelli convenzionali?
«L’omeopatia non si sostituisce alla medicina tradizionale, amplia le possibilità del medico. Quando si verifica un caso come quello di Pesaro, in medicina convenzionale si riconoscono le responsabilità della persona, nel caso dell’omeopatia si criminalizza il sistema di cura. Qui c’è stato un grave errore di valutazione».
L’omeopatia è efficace?
«Gli omeopatici si usano se la patologia lo consente ma se non producono risultati, bisogna ricorrere ai farmaci tradizionali. L’omeopatia permette di intervenire sulle patologie croniche nei momenti di benessere proprio per tentare di prevenire crisi. Questo con la medicina tradizionale non è possibile. Siamo medici con alcuni strumenti in più rispetto a quelli tradizionali. La medicina integrata è molto importante. Però bisogna evitare ogni forma di estremismo».
Come possono difendersi da questi estremismi i pazienti?
«La prima cosa da verificare, quando si sceglie una cura, sono i risultati. E comunque ci sono registri che provano la competenza di un medico. E poi, bisogna guardarsi da chi fa visite solo psicologiche. L’esame deve essere obiettivo».
Ci sono evidenze scientifiche dell’efficacia di cure omeopatiche?
«Un confronto tra antibiotici e rimedi omeopatici è improponibile. L’antibiotico offre ovviamente più evidenze in termini di scienza. Ci sono però situazioni e studi nei quali gli omeopatici mostrano i loro effetti. Ma per i detrattori la documentazione non sarà mai abbastanza».
Intanto, si va verso la riduzione degli omeopatici sul mercato?
«Può essere un fattore positivo. Prima le procedure per commercializzare un omeopatico erano fin troppo semplici. Ci sarà un impegno economico maggiore ma questo potrebbe portare a migliorare la qualità dei prodotti».