Il Sole 24 Ore, 27 maggio 2017
Bitcoin, nuovi record ad altissima volatilità
Se esistesse anche per il bitcoin un indice Vix – l’«indice della paura» che registra la volatilità del mercato – sarebbe costantemente in tensione. Lo dimostra l’ultimo scorcio di una settimana ancora record per la criptovaluta più famosa del mondo, che alla fine ha confermato il trend al rialzo dell’ultimo periodo. Ma le oscillazioni giornaliere arrivate a superare il 15% hanno anche ribadito che il bitcoin è riservato a risparmiatori dai nervi saldi.
A sostenere ancora le quotazioni negli ultimi giorni ci ha pensato il downgrading del rating della Cina, che potrebbe alimentare le esportazioni di capitali che negli ultimi mesi hanno sfruttato proprio il bitcoin come strumento privilegiato. A questo si è aggiunto l’accordo tecnico del Digital Currency Group, un organismo internazionale che raccoglie una sessantina di aziende da oltre venti paesi unite per creare un sistema trasparente per lo sviluppo delle criptovalute, accordo che modifica il protocollo di bitcoin semplificandone l’utilizzo.
Bitcoin a un passo da 2800 dollari. La corsa continua. Ecco perché
Ecco perché la seduta di giovedì si è aperta in Europa con quotazioni di nuovo su livelli record oltre quota 2.400 dollari proseguendo la corsa fino a toccare nel primo pomeriggio i 2.800 dollari. Poi il bitcoin ha invertito precipitosamente la rotta e in neanche tre ore è piombato a 2.380, più o meno il 15% in meno. Poi un altro saliscendi per arrivare attorno a mezzanotte a 2.300. Da allora il mercato ha riguadagnato ieri mattina fino a un picco intraday di 2.640, il che vuol dire un altro 15% all’insu, e poi ritracciare, chiudendo la giornata attorno a 2.370.
Le forte oscillazioni non sembrano aver quindi tagliato le gambe alla corsa al rialzo della criptovaluta che prosegue imperterrita: solo sabato scorso aveva sfondato la soglia dei 2.000 dollari e a fine marzo languiva sotto quota 1.000.
Intanto si attende la decisione della Sec, che potrebbe ritornare sui suoi passi e dare il via libera all’Etf su bitcoin ideato dai gemelli Winklevoss, che hanno investito da tempo sulla moneta virtuale parte dei proventi della causa civile contro Mark Zuckerberg per l’idea alla base di Facebook. Doveva arrivare per metà maggio, ma la Sec non ha ancora svelato le sue decisioni.