la Repubblica, 27 maggio 2017
Di cosa si parla a Mosca. Gli sposi rivogliono musica e champagne
Niente più orchestrina dal vivo né champagne a fiumi ai matrimoni in comune. Le autorità municipali moscovite finora compiacenti hanno detto “basta”. Sposarsi in comune a Mosca voleva dire fare un’insolita gazzarra. Gli uffici comunali mettevano a disposizione dei novelli sposi e dei loro ospiti vari servizi opzionali: musicisti, catering, fotografi e cineoperatori. Ma rispondere a tutte le richieste delle esigenti e stravaganti coppie moscovite era diventato un incubo. Per non parlare dell’antica tradizione di brindare con lo champagne e poi gettare i calici a terra. Altro che lancio del riso e dei petali di rosa. E così il Dipartimento dell’Anagrafe questo mese ha iniziato a consegnare a tutte le coppie che vogliono convolare a nozze il nuovo ferreo regolamento. Il fotografo e il cineoperatore vanno procurati da sé, ma occhio al “dress code”: no a jeans e scarpe da tennis. Musica? Solo su cd. E gli alcolici? Banditi. «Bere bevande alcoliche – ha spiegato la portavoce del Dipartimento – è proibito negli uffici pubblici e quindi bere champagne nell’ufficio dell’anagrafe è sempre stato vietato». Finora però tra il dire e il fare c’era di mezzo un mare di alcol. Non più. Gli sposi moscoviti dovranno rassegnarsi a cerimonie più sobrie, in tutti i sensi. A chi vuole ribellarsi ai nuovi diktat non resta che firmare una petizione online. Oltre mille hanno già scritto per chiedere: «Ridateci la musica e lo champagne!».