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 2017  maggio 27 Sabato calendario

L’amaca

È grave che un razzista (uno dei tanti) abbia diffuso su Facebook la falsa notizia che imprecisati “immigrati” avrebbero festeggiato la strage di Manchester in un bar della cittadina lombarda di Pioltello. Ma molto più grave è che alcuni notiziari televisivi locali abbiano rilanciato, senza controllo, quel falso; così che qualcuno ha pensato bene di dare fuoco al locale.
Nel rilancio televisivo della calunnia social quello che colpisce di più, dal punto di vista “tecnico” (dovrebbe trattarsi di giornalismo, dopotutto) è che viene mantenuta intatta, come alla fonte, l’idea che a festeggiare la strage siano stati “gli immigrati” detti in blocco, come un gregge o un ensemble di orchestrali o un servizio di posate: “a Pioltello gli immigrati esultano per la strage?”. Il punto interrogativo in fondo alla frase vale quanto un paio di mutande infilate a un cadavere. Se fossi un immigrato, anche non di Pioltello, chiederei i danni, perché c’è un limite all’uso sommario (non importa se per malizia o per sciatteria) delle parole. E non li chiederei “ai giornalisti”, che come gli immigrati non sono un insieme indistinto, ma agli autori e ai propalatori di quel falso.