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 2017  maggio 28 Domenica calendario

«Caro Marziano», appuntamento per un pubblico insolito di Rai3

L’attenzione al prodotto è ciò che più ha caratterizzato la conclusa – e breve – esperienza della Rai di Antonio Campo dall’Orto: reinventare la fascia dell’access prime time – quella strategica «cerniera» che porta alla prima serata – per le reti generaliste minori è stata una «scommessa sul futuro» (anche alla luce dell’infinita e ripetitiva guerra fra il game di Rai1, e ora Flavio Insinna, e Striscia la notizia …). A illuminare l’access di Rai3 è stato chiamato Pif, per una versione breve, quotidiana, meno maniacalmente perfezionista del Testimone. Incastonato fra Blob e Un posto al sole, Caro Marziano si è trasformato in un appuntamento per un pubblico insolito per la Rete.
Dopo una ventina di puntate (su 28 commissionate), il Marziano di Pif ha capitalizzato 1.541.000 spettatori medi, raggiungendo quasi un (ottimo) 7% di share. A pagare sono stati anche gli affondi in luoghi meno consueti e quotidiani, come nel caso della puntata di giovedì scorso sul Giappone, che ha fatto superare 1.750.000 spettatori medi (8,1% di share). Con Pif, Rai3 guadagna soprattutto un pubblico colto, meno propenso a consumare «tv di flusso» e attento a selezionare cosa vedere: migliori share fra gli spettatori di fascia socio-demografica «alta», e in particolare fra i laureati (9,2%), fra i 50enni (che ricordano la Cartolina di Andrea Barbato, col 9,5%), ma anche fra i 20-30enni (6,5% di share). Un po’ più tardi, dopo il Tg2, vanno in onda i 15 minuti di R ai Dire Nius, le notizie del giorno commentate da Gialappa’s Band, Mister Forest e Mia Ceran. In quasi 70 puntate in onda dal 13 febbraio il programma raccoglie 1.482.000 spettatori, e il 5,6% di share.
Un risultato meno brillante di quello di Pif, ma raggiunto su un pubblico singolarmente molto simile: fascia socio-demografica «alta» (8,2% di share), laureati (8,4%),40-50enni (8%). (a.g.)
In collaborazione con Massimo Scaglioni, elaborazione Geca Italia su dati Auditel