Corriere della Sera, 28 maggio 2017
Il pianeta di Avatar rivive nel parco da 500 milioni di dollari
Che Avatar fosse un mondo fantastico lo avrebbe intuito anche un bambino. Ma che quel mondo potesse un giorno diventare reale, cioè essere visitato, calpestato e persino odorato, nessuno lo avrebbe immaginato. Da ieri la cosa è possibile. Basta comprare un biglietto. Il parco tematico più grande del mondo inaugurato ad Orlando in Florida, il «Pandora-World of Avatar», è stato costruito proprio replicando fedelmente il pianeta di Avatar del film del 2009 di James Cameron, campione d’incassi di sempre. Il parco è un’attrazione da 500 milioni di dollari che si trova all’interno dell’Animal Kingdom, uno dei quattro parchi a tema della Walt Disney. Ci sono voluti sei anni, tra progettazione e lavori, per realizzare montagne galleggianti, fiumi sacri, vegetazioni incandescenti e varie attrazioni su una superficie di 50 mila metri quadrati.
L’inaugurazione è avvenuta con un po’ di ritardo sulla data inizialmente prevista per il 2016. Come riportato nei giorni scorsi dal Wall Street Journal, l’opera rientra in un piano globale di espansione della Disney. Il futuro immediato si chiama Asia. Agli americani questo terreno appare assai fertile per impiantare nuovi parchi e resort. La spinta viene anche dai risultati: tra il 2012 e il 2016 la Disney ha incrementato utile operativo e fatturato (3,3 e 17 miliardi, +31%).
Il regista canadese, quello anche di Titanic, ha giocato un ruolo fondamentale nella ricostruzione degli scenari visti nel film. Pandora The World of Avatar riproduce fedelmente l’ambiente del pianeta. Forse è qualcosa di più dell’alternativa al parco sotto casa di una qualunque città. Per dare l’idea: si può fare un giro nella foresta pluviale con alberi sospesi e piante bioluminescenti, incontrare animali alieni e mangiare cibi ispirati alla cucina dei Na’vi, gli esseri alti anche più di 3 metri che abitavano la fauna di Pandora. Considerata la dimensione dell’opera, era difficile immaginare l’inaugurazione senza polemiche. Il parco, dicono i detrattori, è ispirato ad un film di successo ma datato. Chi si ricorda ancora di Avatar? La risposta potrà arrivare solo dal numero di visitatori. E dal successo o meno dei prossimi capitoli di Avatar al cinema, forse, nel 2018. Sempre con Cameron al lavoro. Il quale, c’è da scommetterci, spererà in un traino mediatico. Questa volta dal parco.