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 2017  maggio 28 Domenica calendario

Stipendi dall’operaio al dirigente: il salto in busta paga é del 434%

C’è il direttore commerciale che guadagna il 40% in più del responsabile amministrazione e controllo (classifica degli stipendi dei dirigenti). Oppure il responsabile vendite che intasca il 41,4% in più dell’analista programmatore (tra i quadri). E ancora: il capo reparto produzione che prende il 91,8% in più dell’addetto al call center (impiegati). Infine: il capo squadra manutenzione che guadagna il 45,8% in più dell’elettricista (operai). 
Le buste paga Sono, per categoria, i primi e gli ultimi nelle liste degli stipendi medi più alti del 2016, pubblicati nel XXIII «Rapporto sulle retribuzioni in Italia» di OD&M Consulting, società di Gi Group specializzata in consulenza nelle risorse umane. I dati prendono in esame la retribuzione totale annua dei dipendenti d’azienda, quindi anche la quota variabile, rilevante soprattutto ai livelli più alti e per le figure commerciali. 
Prendendo il dato più alto, quello del direttore commerciale con 125.880 euro l’anno, e il più basso, l’elettricista con 23.543 euro, si scopre che il primo guadagna oltre cinque volte tanto il secondo (nello specifico, il 534%, con un salto quindi del 434%). I compiti e le mansioni sono ben diversi, certo, ma la differenza può fare comunque il suo effetto. Un altro dato che salta all’occhio è il risultato di un confronto, questa volta, tutto ai piani più bassi della classifica, dove impiegati e operai si scoprono sostanzialmente allo stesso livello: l’ultimo livello retributivo degli impiegati, quello appunto degli addetti call center, è più o meno sullo stesso piano del «gradino più basso» – sempre parlando di buste paga – degli operai (i già citati elettricisti). La «partita» si chiude infatti con 23.853 euro contro 23.543 euro. 
Gli aumentiIn generale, nonostante le marcate difficoltà dell’economia, secondo il rapporto tra 2015 e 2016 sono saliti gli stipendi di tutte e quattro le categorie, dal +1,1% di dirigenti e operai al +2,1% degli impiegati e il 3,1% dei quadri. 
Le differenze di genere
Ma il confronto non è solo tra posizioni e qualifiche. Il rapporto quantifica anche il «gap retributivo» tra i sessi. Che cresce tra quadri e impiegati, mentre è in diminuzione per dirigenti e operai. In totale la differenza uomini-donne viaggia – come media di macro-categoria – tra il 9 e il 13%.
Effetto benefitFisso e variabile? Non solo. Per alcuni lavoratori ci sono anche i cosiddetti «benefit», dal telefonino fino all’auto aziendale. Il rapporto ha poi valorizzato anche questa voce per dirigenti, quadri e impiegati delle vendite. Per i primi, dove l’aggiunta è più consistente, i «benefit» valgono 22.481 euro l’anno. E la «total remuneration» che a fisso e variabile aggiunge anche quest’ultimo dato, vale – in media per tutte le categorie di dirigenti – 159.426 euro. 
Il WelfareLa rilevanza è confermata da Simonetta Cavasin, amministratore delegato di OD&M Consulting. «Oltre alla componente variabile – spiega Cavasin – stanno assumendo sempre più importanza i piani di Welfare e i benefit che le aziende forniscono ai dipendenti e che diventano una componente vera e propria della retribuzione».