La Gazzetta dello Sport, 28 maggio 2017
Moise Kean, il futuro è adesso. «Imparo dai campioni. E questo è solo l’inizio»
Primo. Primo. Primo. E sono tutte ripetizioni volute. Moise Kean è un ragazzo al cubo, mica uno qualunque. Moise Kean questa mattina si sveglierà con un altro primato: un baby prodigio. Era stato il primo giocatore del 2000 ad esordire in Serie A, il primo a mettere piede sui campi della Champions e da ieri è il primo a segnare nel nostro massimo campionato vincendo la sfida con tutti i Millennials dei 5 massimi tornei europei.
MAMMA E INIZIO E allora complimenti enormi da tutti – nello spogliatoio compreso – a questo italianissimo di Vercelli che già nell’Under 17 ha segnato 3 reti. «Dedico questo gol a mia madre e alla famiglia – dice Moise a Jtv dopo aver piegato il Bologna –: nemmeno mamma riesce a crederci. Sono emozionato, felice: segnare a 17 con una maglia così importante è fantastico ma è solo l’inizio...». Mamma Isabel per Moise è punto di riferimento importante, da sempre. Come disse il fratello del bianconero, Giovanni, «per noi mamma è tutto».
LE TRE DATE Quando al 34’ del secondo tempo Allegri lo mette nella mischia al posto di Dybala, il ragazzo si mette inizialmente largo a destra. La prima palla che Moise tocca è per una fuga con cross «fotonico», violento: abbatte un difensore bolognese e tutti a dire «oohhhh», con sorpresa. Poi ecco Pjanic: punizione, sbuca Kean il Guerriero, Da Costa sta sul primo palo, ci prova ma la palla è indirizzata con una perfezione chirurgica, roba da Pipita. Primo gol e tormentone che rinasce: quello del contratto da firmare. Prima, però, vanno messe agli atti le tre date decisive: 19 novembre ‘16 esordio contro il Pescara in A; 22 novembre ‘16 debutto in Champions a Siviglia; 27 maggio ‘17 primo gol in A. Gol più giovani di lui ce ne sono stati (Amadei il primatista con 15 anni e 287 giorni): Moise occupa l’undicesimo posto con 17 anni e 88 giorni.
INSEGNAMENTI E SCUDETTO C’è stato un periodo in cui Moise si era messo una pannocchia bionda sulla testa (cresta tinta), ora capelli scuri e via. «C’è ancora molto da lavorare – riprende Moise – ma è certo che dai giocatori coi quali mi sono allenato quest’anno ho imparato tanto. È una fortuna poter vivere vicino a loro: mi hanno insegnato ad avere la testa giusta e a non mollare mai». Il classico timbro Juve dopo che molti – per colpa di una maglietta, «Why always me?» – lo avevano etichettato come futuro Balotelli. «Ma adesso – frena Moise – voglio tornare in Primavera ad aiutare i compagni a vincere lo scudetto».
2020 E ZWOLLE? Il contratto, dicevamo: appena scoccherà luglio – probabilmente non prima – Moise firmerà il triennale di cui ormai si parla da mesi. Lo firmerà solo di tre anni – quindi fino al 2020 – in quanto ancora minorenne e probabilmente andrà all’estero, in Olanda, a farsi le ossa allo Zwolle. La base di partenza degli emolumenti sarà di circa 250.000 euro. Il suo procuratore, si sa, è Mino Raiola: fra lui, Donnarumma e Pogba in questa settimana Mino ha avuto e avrà gioie e pensieri a cui star dietro. E a pochi giorni dall’Evento di Cardiff – tanto per restare in tema giovani – ecco che la Juve avrebbe sondato in maniera più concreta due giocatori: Lemar (Monaco) ma soprattutto Bernardeschi. La Fiorentina lo vuole trattenere ma il dogma dell’a.d. Marotta è «cercare campioni ma anche talenti che possano diventare campioni come Dybala». Identikit precisi.