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 2017  maggio 26 Venerdì calendario

Nato, gli americani presentano il conto. «Nuovi fondi per fermare il terrorismo»

BRUXELLES Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha esordito al summit dei 28 capi di Stato e di governo della Nato a Bruxelles ottenendo l’adesione dell’Alleanza atlantica alla coalizione a guida Usa contro i terroristi dell’Isis. Ma ha usato frasi poco diplomatiche per sollecitare un aumento delle spese militari a 23 Paesi membri, senza ribadire chiaramente l’obbligo di intervenire in aiuto di alleati attaccati.
Negli incontri a margine è stato criticato per le aperture alla Russia e per i freni sui cambiamenti climatici e il commercio internazionale. Sulla mancata riservatezza nello scambio di informazioni sensibili, l’ha richiamato perfino l’alleato storico Regno Unito tramite la premier Theresa May.
«Il terrorismo deve essere frenato o l’orrore visto a Manchester e in così tanti altri posti continuerà per sempre», ha detto Trump per sostenere l’adesione Nato alla coalizione anti-Isis, che include una nuova divisione di coordinamento degli scambi di notizie riservate. La cancelliera tedesca Angela Merkel, ritirando l’opposizione insieme al presidente francese Emmanuel Macron, ha parlato di «segnale forte» nella lotta al terrorismo, precisando però che «non ci saranno ulteriori contributi da parte della Germania» (Berlino è attiva con Parigi nel lanciare la Difesa comune Ue).
Trump ha infranto le cautele diplomatiche quasi tuonando che «23 delle 28 nazioni Nato non stanno ancora pagando quello che dovrebbero pagare per la loro difesa» e che «non è corretto verso i contribuenti degli Stati Uniti» a cui devono «massicce somme di denaro dagli anni scorsi». Il premier Paolo Gentiloni, nonostante la difficile situazione dei conti pubblici, ha promesso di salire al livello richiesto e ha ricordato come l’Italia è «il quinto contributore al bilancio Nato».
Nel mirino Usa è sembrata soprattutto la Germania con il suo 1,2% del Pil nella difesa. Merkel ha promesso di più. Non gradisce, però, che la Casa Bianca sia molto vicina al Cremlino. La stessa critica l’ha estesa a nome dell’Europa il presidente del Consiglio dei governi Ue, il polacco filo-Berlino Donald Tusk, che prima del summit ha incontrato Trump con il lussemburghese Jean-Claude Juncker (Commissione) e Antonio Tajani (Europarlamento). «È nell’interesse della Nato perseguire una strategia a lungo termine con la Russia», ha mediato Gentiloni, esortando l’Alleanza a un approccio «graduale e prudente» anche nella stabilizzazione della Libia. Macron, pranzando con Trump nell’ambasciata Usa, ha insistito per l’impegno Usa contro i cambiamenti climatici.
Per il summit è stata aperta una parte del nuovo quartier generale della Nato in vetro e acciaio, che non è stato completato in tempo e ha generato polemiche per i maxi aumenti dei costi fino alla stima di 1,12 miliardi di euro (non definitiva). L’apparato Nato temeva commenti critici da Trump, che da costruttore si vantava di ridurre i costi e delle consegne puntuali. Ma il presidente Usa si è limitato a una battuta maliziosa: «Non ho mai chiesto i costi di questo nuovo quartiere generale Nato e non voglio saperlo…».