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 2017  maggio 19 Venerdì calendario

Quando Arbasino protestava per minestre e finestre

I cambi sono parole che differiscono per una sola lettera («cane/case»). Quando le due parole sono di significato opposto i casi sono due: o lo sono già per il dizionario, cioè nel loro significato codificato e standard («lesto/lento») o lo sono in un dato contesto, magari del tutto singolare. Storiche le proteste di Alberto Arbasino per l’insensatezza di opporre la «minestra» alla «finestra» (trascurando inspiegabilmente la «Ginestra» di Leopardi). Cercare i cambi oppositivi dizionariali è una caccia: idealmente «sono già lì» e bisogna solo accorgersene. «Gatto/ratto» funziona? Sì, se consideriamo il «ratto» una specie di sinonimo di «topo», come nel linguaggio comune può capitare (ma la zoologia dissente).
Cercare i cambi oppositivi contestuali può essere invece più creativo. Ci si è divertito Gigi Spina, che ha pensato ad aggettivi come «caldo/calmo», che convivono se pensiamo a un panorama estivo, ma sono opposti, dice dottamente Spina, come «sinestesie temperamentali»: «Giovanni è un tipo calmo, invece Gianni è caldo, sempre in tensione, un irrequieto». In politica «deridere» può essere l’opposto di «decidere»: «Non sa far altro che deridere. Perché è incapace di decidere». A volte il contesto può apparire un po’ forzato: «Coltiva i suoi amici, tutti così diversi, come fosse un orto. Caspita, pensa che a me sembrava un orso!». La bella coppia «augusto/angusto» ricordata dal lettore Andrea Massaro a me pare funzioni nella descrizione di personalità: avere un animo angusto o augusto. Ma è materia di opinione e ricordo sempre il filosofo Enzo Melandri che ammoniva ridendo: «Attenti, perché qui si entra nella semantica!». Le lettere sono auelle; il significato delle parole è invece scivoloso. Ci vorrebbe appunto un filosofo per stabilire: date due parole è sempre possibile trovare un contesto in cui si oppongono? Coppie su cui esercitarsi: «cimici/cinici», «PiErre / pietre», «cappellaio / cappellano».