La Gazzetta dello Sport, 24 maggio 2017
La pipì costò un Giro a Gaul. E Moser la fece nel cappellino...
Li chiamano, con un eufemismo, disturbi intestinali. Si nascondono nelle pieghe della cronaca, ma hanno contribuito a costruire il glorioso albo d’oro del Giro. Il disturbo che ieri ha angustiato Dumoulin aveva martoriato un’altra maglia rosa. Il 28 maggio 1976 il Giro arrivava al Lago Laceno. Il giorno prima, Francesco Moser aveva vinto la crono di Ostuni, conquistando la maglia rosa, ma tra Selva di Fasano e Lago Laceno fu assalito da urgenze intestinali. Racconterà: «Non sapevo come fare. La feci nel cappellino e, poi, lo lanciai. Sbagliai traiettoria e colpii Patrick Sercu...». Il racconto, per certi versi, è esilarante. Ma il risvolto agonistico fu doloroso: a differenza di Dumoulin, Moser perse la rosa. De Vlaeminck vinse la tappa e Gimondi leader.
Gaul aveva vinto il Giro 1956 sul Bondone. L’anno dopo, in maglia rosa, è pronto a fare il bis sempre sul Bondone, ma si ferma a Ospitaletto per fare pipì. I francesi Geminiani e Bobet scatenano la bagarre e Gaul non solo non vince, ma perde la maglia rosa e il Giro, che va a Nencini. Per irriderlo, i francesi lo soprannominarono «Monsieur Pipì». Un altro caso, più recente, ebbe Ivan Basso per protagonista. Il 22 maggio 2005, nella Egna-Livigno, il varesino soffrì di disturbi viscerali. La sua scalata dello Stelvio fu un calvario. Si staccò subito e arrivò al traguardo con 42’15” da Ivan Parra. Poi riuscì a risorgere. Tre giorni dopo arrivò solo sul Col di Tenda e poi vinse la crono Chieri-Torino. Anche Ivan Gotti, nel Giro 1998, fu atterrato da un attacco di dissenteria sulla Rosina. Avendo vinto nel 1997 e nel 1999 perse la possibilità del tris. Nel Giro 1910, a Teramo, ci fu un caso clamoroso. Tutta la squadra dell’Atala ebbe disturbi intestinali. Il caso finì all’attenzione della Procura del Re come avvelenamento. La conclusione fu: si trattò di pomodori avariati. Ma Ganna, vincitore del primo Giro, finì fuori dai giochi. Ne approfittò il compagno Galetti, che trionfò.
Anche al Tour e alla Vuelta ci furono casi clamorosi. Nel Tour 1923 la maglia gialla Bottecchia soffrì di disturbi intestinali nella tappa dell’Izoard, arrivò in grave ritardo e passò la maglia gialla al capitano Henri Pélissier. Qualcuno pensa che si trattò di una borraccia «intelligente», preparata dalla sua stessa squadra, Automoto, che preferiva una vittoria francese. Clamoroso poi il caso della Pdm al Tour 1991, un avvelenamento che fu trattato dagli investigatori come un caso di doping. Nella tappa di Salamanca della Vuelta 1995, Jalabert, Olano e i compagni della Once patirono per disturbi intestinali, causati dagli spaghetti alla bolognese divorati prima del via. Finirono nei campi come Dumoulin. Ieri del resto Nibali ha ricordato il caso di Sagan nel Mondiale di Geelong 2010 vinto da Hushovd.