Corriere della Sera, 24 maggio 2017
Migranti già a quota 50 mila arrivi. Il 2017 anno record degli sbarchi
ROMA Soltanto ieri pomeriggio nel Mediterraneo centrale ne sono stati salvati mille, accalcati su sei gommoni e due barchini intercettati dalla nostra Guardia Costiera. Migranti. Sempre più numerosi e sempre più disperati. I numeri raccontano che, esclusi i mille di queste ultime ore, fino a ieri mattina ne sono approdati sulle nostre coste 50.039, il 46 per cento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando gli arrivi ammontavano a 34.236. Siamo al record assoluto. In testa alle nazionalità degli stranieri sbarcati ci sono i nigeriani (6.516), seguiti da bengalesi (5.650), guineani (4.712) e ivoriani (4.474). I bambini o i ragazzini senza famiglia che rispondono alla definizione di «minori non accompagnati» sono saliti a 6.242 mentre i ricollocamenti di profughi verso altri stati europei sono stati finora 5.715 negli ultimi due anni, a fronte di un accordo che ne prevedeva almeno 40 mila. Ancora: la Lombardia risulta al primo posto per quota di migranti ospitati (13%), seguita da Campania e Lazio (9%), Piemonte e Veneto (8%).
E mentre le cifre continuano a essere quelle di un’emergenza quotidiana, dalla Sicilia arriva una notizia che ha a che fare con una delle pagine più drammatiche scritte nelle acque del Mediterraneo. Parliamo del naufragio dell’11 ottobre del 2013: 268 profughi siriani morti nel canale di Sicilia, a circa 60 miglia da Lampedusa. Fra loro 60 bambini. Per quel naufragio il giudice delle indagini preliminari di Agrigento ha disposto nei giorni scorsi l’iscrizione coatta sul registro degli indagati per quattro ufficiali fra Marina militare e Guardia Costiera. L’accusa è omicidio con la circostanza del dolo eventuale. Erano ufficiali in servizio l’11 ottobre 2013, fra loro la tenente di vascello Catia Pellegrino, 41 anni, allora comandante del pattugliatore Libra della Marina militare. In sostanza sono accusati di aver agito determinando un ritardo che è stato fatale per quelle 268 vittime. L’inchiesta sul loro conto era già stata trasmessa a Roma (per competenza) che ne ha chiesto l’archiviazione. Ma finora le ipotesi di reato erano omicidio colposo e omissione di soccorso. Ora Agrigento ha cambiato il reato e ha di nuovo inviato il fascicolo a Roma, dopo le rivelazioni dell’ Espresso sulle telefonate che supplicavano aiuto partite dai migranti.
L’avvocato della comandante Pellegrino, Gianluca Mongelli, dice: «Abbiamo già chiarito in procura, a Roma, che sono stati rispettati tutti i tempi e le modalità per salvare vite umane».