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 2017  maggio 24 Mercoledì calendario

I campioni russi di informatica

Per la Russia è diventato ormai una priorità: dissuadere i giovani diplomati e laureati a scegliere l’esilio verso paesi in cui i salari sono più attrattivi e la ricerca ha maggiori dotazioni. Un rischio reale, dal momento che gli studenti russi sono tra i più brillanti del mondo.
Come quelli dell’Itmo di San Pietroburgo, che forma dei veri e propri geni dell’informatica.
È dal 1990 che questo ateneo, fondato nel 1900 quando ancora c’era lo Zar, ha avviato il percorso informatico, dopo essere stato a lungo specializzato in meccanica e ottica. A livello internazionale l’Itmo si piazza solo in 56esima posizione nella classifica delle migliori università per quanto riguarda le tecnologie dell’informazione (secondo il ranking britannico Times Higher Education), ma dall’inizio degli anni 2000 i suoi studenti si sono assicurati più volte la vittoria al concorso annuale di programmazione organizzato dalla società americana Acm (Association for computing machinery). Il concorso Icpc (International collegiate programming contest), sponsorizzato da Ibm, dal 1977 mette a confronto squadre di tre studenti della stessa università che devono risolvere in cinque ore il massimo numero di problemi informatici con l’ausilio di un solo computer. «Non c’è nessun altro ateneo che abbia vinto per sei volte questa gara», racconta Lidia Perovskaya, docente al dipartimento di tecnologie informatiche. L’Itmo fa meglio dei più prestigiosi Mit, Stanford e Harvard (l’ultima vittoria americana risale al 1997) e spesso si contende la vittoria con altri atenei russi, come l’università di stato di Mosca, quella di San Pietroburgo e l’istituto moscovita di fisica e tecnologie.
In Russia la selezione degli studenti più brillanti parte al liceo. Avere i migliori allievi attira i migliori insegnanti. Inoltre per gli studenti partecipare alle selettive Olimpiadi russe di programmazione offre la possibilità di essere accettati all’università senza test di accesso e di studiarvi gratuitamente. L’informatica è un valore di eccellenza, un po’ come il football americano, che permette ai migliori di accedere alle grandi università degli Stati Uniti.
Last but not least, vincere al concorso Icpc comporta una miriade di offerte di lavoro. «Google mi contatta ancora almeno una volta all’anno», racconta Maxim Buzdalov, 29 anni, vincitore dell’edizione 2009, che però ha scelto di restare all’Itmo per fare ricerca in intelligenza artificiale.
Dopo la quinta vittoria dei suoi studenti all’Icpc, l’Itmo ha firmato un accordo strategico con il ministero russo della difesa, una cooperazione, spiega il rettore dell’ateneo Vladimir Vasilyev, «per sviluppare software, in particolare per veicoli volanti o per formare esperti per il ministero». Vasilyev non dice se vengano formati o meno anche gli hacker che lavorano per il governo.
Intanto però si fanno largo nuove discipline. Nel 2014 l’Itmo ha infatti creato un laboratorio di chimica applicata, che oggi è già considerato uno dei migliori del mondo.