ItaliaOggi, 24 maggio 2017
Diritto & Rovescio
La Grecia è un paese piccolo che ha un enorme debito pubblico. Come l’Italia ha vissuto a lungo al di sopra dei suoi mezzi ma, a differenza dell’Italia, non possiede nemmeno un sistema fiscale decente. Il catasto, in Grecia, è a macchia di leopardo. Ma se non c’è un catasto, lo Stato non riesce a mettere a ruolo le tasse sugli immobili che, in un paese industrialmente primitivo com’è tutt’ora la Grecia, costituirebbe l’ossatura delle entrate fiscali. Inoltre in Grecia l’industria più fiorente, quella degli armatori, è dichiarata esentasse addirittura dalla Costituzione. Anche l’accertamento fiscale sulle attività commerciali lascia molto a desiderare. Chi è stato in Grecia anche recentemente avrà rilevato che gli scontrini fiscali sono una merce rara. Ma come fa a riprendersi un paese in queste condizioni? E se anche il suo debito fosse tagliato dalla solidarietà internazionale (che non c’è) esso si riformerebbe subito. Il fatto vero è che la Grecia non doveva entrare nell’euro perché non ne aveva i mezzi. La colpa è di chi, allora, ha chiuso tutti e due gli occhi. E adesso non si sa che cosa fare. È inutile girarci attorno.