Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  maggio 24 Mercoledì calendario

Addio a Farina, il principe dei fischietti

Il «principe» Stefano Farina se ne è andato. Lo hanno chiamato così, per almeno più di un decennio, i colleghi, fischietti di due generazioni che lo hanno accompagnato da vicino in una carriera lunga e ricca di svolte.
Farina, 54 anni, lascia una moglie e un figlio. Era malato da tempo, non molto tempo, ma in pochi lo sapevano: la riservatezza è sempre stata una sua regola. In campo – 236 gare di serie A dirette – era rigido, per qualcuno, soprattutto i giocatori, troppo: mai scendere a compromessi, si diceva. Detestava i simulatori e tutti quelli che amavano (e amano) protestare: visto da fuori, questo atteggiamento poteva trarre in inganno e farlo passare per permaloso.
La notte di Catania
Rispettato in Italia, stimato fuori confine. Nel 2006 fu chiamato a dirigere la finale di Supercoppa Europea Barcellona-Siviglia e nelle edizioni della Champions 2005-06 e 2006-07 ha arbitrato club come Chelsea, Real Madrid, Arsenal e Liverpool. Da noi, il suo nome è legato a flash che hanno fatto discutere. Nel dicembre del 2006 mostrò il rosso a Pavel Nedved che perse la testa (il duello era Genoa-Juve) e, avvicinandosi per urlare la propria rabbia, gli pestò il piede: la ribellione finì sul referto e il bianconero prese cinque giornate di squalifica. Farina, di Ovada, ma sezione di Novi Ligure, era il fischietto nella notte del dramma dell’ispettore Raciti in quel derby siciliano Catania-Palermo del febbraio di dieci anni fa. E, da Catania, Farina fu costretto a fuggire di notte per un gol, in fuorigioco, di Cambiasso assegnato all’Inter (partì dall’aeroporto di Reggio Calabria per evitare possibili incontri con i tifosi siciliani). Per i doriani era tifoso del Genoa e la Sampdoria si lamentò per la sua designazione in occasione del derby della Lanterna del dicembre 2008: Farina annullò un gol al blucerchiato Fornaroli a 7’ dal termine (sarebbe stato l’1-1 dopo la rete di Milito) e Marassi insorse: aveva visto bene e l’allora designatore Collina lo difese in tv. Chiusa la parentesi in campo, era diventato un dirigente: il «principe» se ne è andato da designatore della serie B e il calcio italiano lo piange.