Affari&Finanza, 22 maggio 2017
Dai cani alle nozze, quando la tassa è fantasiosa
In Italia l’immaginazione ha preso davvero il potere. A scorrere l’elenco delle tasse che gravano sulle tasche degli italiani torna in mente lo slogan di Herbert Marcuse che scaldava le piazze studentesche sul finire degli anni sessanta. Solo che oggi ad appropriarsene sembra ci sia solo il Fisco: ed ecco che nelle cartelle esattoriali spuntano gabelle sui gradini, tasse sui cani, imposte per bonifiche di paludi che non esistono più, e altre ancora che pretendono pagamenti sull’ombra, sui ballatoi, sulle suppliche e perfino sulle ceneri dei morti. Altro che burocrazia grigia e senza fantasia. Ci vuole infatti una buona dose di creatività e immaginazione per presentare un conto salato e condito di queste voci d’imposta. L’ultima gabella che ha fatto gridare allo scandalo è arrivata per mezzo posta ad alcuni esercenti di Modena. L’Ica, la società che per conto del Comune riscuote le imposte, ha richiesto a quei negozianti che espongono zerbini con il nome della propria attività di saldare quanto prima il dovuto perché si tratta di pubblicità su suolo pubblico. «Non volevamo crederci – tuona Mauro Salvatori, presidente di Confesercenti Modena – ma è tutto vero. Altro che 4.0: con questa imposta sullo zerbino, siamo in pieno clima da tassa sul macinato di ottocentesca memoria». Purtroppo non si tratta di un caso isolato. Anzi. Il menù delle tasse è in continuo aggiornamento e non manca di creatività. Più del 50% della riscossione gabelle made in Italy è generata da Irpef e Iva. Ma sono un centinaio le piccole gabelle, a volte di poche di decine di euro, proprio come quello dello zerbino, che vengono applicate nei più disparati campi. La Confesercenti ha provato a mettere in fila. Ci sarebbe da ridere se non fosse che le mini-gabelle condannano cittadini e le imprese al rango di Paese tra i più tartassati del mondo. Secondo il report “l’Italia delle gabelle” dell’associazione dei commercianti e delle imprese del turismo, sta tornando di moda la tassa sui gradini: a doverla pagare sono tutti i proprietari di casa che hanno un immobile che si affaccia sulla pubblica via. Nella Penisola anche l’ombra ha un costo. Agli esercenti di Conegliano Veneto è stata recapitata un’ingiunzione di pagamento che equipara all’occupazione di suolo pubblico anche l’ombra che negozi e bar proiettano sui marciapiedi. Il fisco ha anche ottima memoria. Basti pensare che il comune di Agrigento ha riesumato la vecchia tassa sui ballatoi che devono pagare i condomini che hanno ballatoi prospicienti alla pubblica strada. Ha più di cento anni la tassa sulle paludi, nata nel 1904 da regio decreto che prevedeva il pagamento di un contributo per la bonifica delle paludi che diventavano terre coltivabili. Nelle ex paludi sono state costruite città ma la tassa si continua a pagare. Sta per tornare anche l’imposta sui cani. Alcuni comuni, come quello di Torino, ne stanno discutendo. E anche in questo caso bisogna ricorrere ai libri di storia, al decreto regio del 1913, che prevedeva il pagamento di un corrispettivo annuale per il possesso di ogni singolo cane custodito. Gli importi oggi variano da 20 a 50 euro a seconda della taglia. Uscire di casa ha un prezzo, anche senza fido al seguito: ecco che compare la tassa sui passi carrai quando, nel 1997, il governo diminuì i fondi all’Anas consentendogli però di pescare risorse dalle tasche dei cittadini. Non è esente da costi convolare a nozze. La gabella sugli sposi è stata introdotta da alcuni enti locali. A Roma ad esempio sposarsi in Campidoglio costa 200 euro nei giorni festivi, 150 euro in quelli feriali. Queste sono solo alcune delle gabelle più “strane” dell’erario italiano, applicate a macchia d’olio da alcuni comuni. Ma in ogni atto della nostra vita quotidiana c’è un bollo da pagare, tanto che pare normale pagare per andare nei negozi per funghi o a pescare nei laghi o nei torrenti di montagna. Si dirà che queste imposte su beni comuni. Ma tasse e bolli perseguitano il cittadino anche quando fa domanda per partecipare a un concorso pubblico, contrae cambiali, tasse universitarie. Anche l’ultimo viaggio non è esente da tasse. Ci sono imposte sui tumuli per la manutenzione dei cimiteri, la tassa sulla certificazione del decesso, quella sulla dispersione delle ceneri, sul feretro e sui lumini. E se vi sentite ingiustamente tartassati, il fisco non vi chiude la porta in faccia. Anzi. Potete fare ricorso e far valere le vostre ragioni. Naturalmente dovrete pagare un’imposta pari a 24 euro per ogni atto presentato alle commissioni tributarie. 20 EURO Sta tornando anche la tassa sui cani. Gli importi oggi variano da 20 a 50 euro a seconda della taglia. Uscire di casa ha un prezzo, anche senza fido al seguito: ecco che compare la tassa sui passi carrai quando, nel 1997, il governo diminuì i fondi all’Anas consentendogli però di pescare risorse dalle tasche dei cittadini Secondo il report “l’Italia delle gabelle” di Confesercenti, associazione dei commercianti, delle imprese del turismo e della ristorazione, sta tornando di moda la tassa sui gradini a carico di alcuni proprietari di cas.