Libero, 20 maggio 2017
All’Inter non si sa chi comanda
La luce in fondo al tunnel in casa Inter sembra sempre più lontana. La polveriera nerazzurra nelle ultime settimane ha avuto risvolti anche fuori dal campo, ultimo il «caso» Ausilio. Intervenuto a un corso di perfezionamento in Diritto Sportivo presso l’Università degli Studi di Milano, il ds dell’Inter si è lasciato andare ad alcune dichiarazioni senza dubbio particolari, pensando probabilmente che nessuno le avrebbe riportate. Probabilmente un’ingenuità nel mondo social del 2017 (e infatti una registrazione è arrivata sulla scrivania dei colleghi di Calciomercato. com), ma tant’è, perché l’Ausilio-pensiero ha fatto rumore.
Una chiacchierata a tutto tondo sul mondo nerazzurro, dal nuovo possibile allenatore fino alle strategie di mercato, passando per Thohir e la squadra. Proprio le parole sugli ultimi due argomenti sono state le più forti: da una parte, nonostante Ausilio gli abbia riconosciuto il fondamentale e prezioso ruolo nella rinascita economica dell’Inter, il dirigente parla di «un signore in Indonesia che ha comprato l’Inter e ha fatto un bel business» (dove però «signore» è stato detto in accezione positiva e rivolto a quello che è tuttora presidente e azionista di minoranza della società), sottolineando tuttavia alcuni errori nel passaggio da Mancini a de Boer; dall’altra, nella squadra «manca il senso di solidarietà, non sono riusciti a creare il gruppo per questioni di etnia, di età, personalità e valori umani».
Conseguenze, tuttavia, non dovrebbero esserci: alcune delle tante frasi erano già state dette anche pubblicamente, seppur lo stesso Ausilio si sia detto dispiaciuto per la vicenda. Ieri il dirigente è passato prima ad Appiano, poi nel pomeriggio in sede per finalizzare il rinnovo di Andrea Pinamonti fino al 2018, segnale che scossoni non dovrebbero arrivare. Qualcuno ha anche ipotizzato potesse essere una sorta di exit strategy da parte di Ausilio, la volontà però pare non fosse quella.
Tuttavia, si tratta dell’ennesimo episodio particolare in una stagione decisamente più nera che azzurra per l’Inter. Allenatori che vengono esonerati per screzi con il presidente a 10 giorni dal via del campionato, cambi in panchina «decisi» dai giocatori o all’improvviso, senza che nessuno venisse avvisato, una squadra che pubblicamente dice di aver mollato una volta visto che l’obiettivo Champions non era più alla portata, passando anche per le parole dei giocatori (leggasi i duri interventi pubblici di Eder e Handanovic), fino a Vecchi e Ausilio, mentre il vicepresidente Zanetti, che non appare pubblicamente da qualche settimana, fa la comparsa nel video dell’ultimo singolo di Rovazzi (e Morandi) «Volare», attirandosi le critiche dei tifosi sui social. Insomma, un caos forse senza precedenti, dal quale la società però punta ad uscire presto.
La prima mossa? Il nuovo allenatore. Perché se è vero che decisioni ancora non sono state prese per la prossima stagione, il momento delle scelte si sta avvicinando, anche per non farsi trovare impreparati in chiave mercato. Due ormai i nomi rimasti sui taccuini, come ormai noto: Conte e Spalletti. Mentre Sabatini in questi giorni dovrebbe arrivare in Italia e venire presentato alla squadra, l’Inter aspetta risposte: anche perché l’intenzione è quella di ufficializzare il prossimo allenatore entro il 30 maggio. Poco meno di due settimane, per mettere fine alla confusione e ripartire verso una stagione in cui non si potrà più sbagliare.