la Repubblica, 20 maggio 2017
Helen Mirren: «Ti amo Italia ma quanta burocrazia»
Ancora attraente, sexy ed elegante a 71 anni: Dame Helen Mirren, londinese purosangue, premio Oscar per The Queen (2006), è sempre più italiana: non solo è cittadina onoraria pugliese, dove lei e il marito, il regista americano Taylor Hackford, hanno comprato una masseria circondata da un enorme terreno, ma apparirà presto sugli schermi nel nuovo film di Paolo Virzì The Leisure Seeker, girato l’estate scorsa in America, in uscita quest’anno. Se la sua dimora di Londra è quella che chiama “casa” con maggiore convinzione e l’indirizzo di New York è la base per via del lavoro del marito (con cui è sposata dal 1997) è in Puglia che la Mirren va a ricaricare le batterie e riposarsi. «Abbiamo passato anni dietro alla ristrutturazione e c’è stato bisogno di tutta la pazienza di questo mondo per trattare con la burocrazia, così tipicamente italiana, e riuscire ad avere i permessi. Senza contare il mio amore per Taylor che a questa masseria ci ha sempre tenuto tanto. È stata dura ma finalmente è pronta. Ora ce la possiamo davvero godere», dice la Mirren che passa da un set all’altro (in questo momento è a San Jose, nel nord della California, per le riprese del film in costume Winchester).
«Io e mio marito abbiamo sempre adorato il vostro paese. Pensi che ho sempre desiderato essere un’attrice di cinema, ma italiana! Perché la Magnani era (ed è) la mia dea. In un certo senso è diventata la mia grande insegnante, mi bastava guardarla. Ho rivisto da poco anche tutti i film di Sophia Loren: sullo schermo aveva davvero una forza incredibile. Per non parlare di Gina Lollobrigida e Monica Vitti. Ricordo che avevo 16 o 17 anni quando ho visto L’Avventura di Antonioni. Quel film mi ha cambiato la vita. All’epoca non pensavo ancora al cinema ma solo al teatro, il resto non mi interessava. A casa non avevamo la tv e non andavamo mai al cinema perché non ce lo potevamo permettere. Lavoravo come cameriera in un alberghetto di mia zia a Brighton; in un pomeriggio di pioggia del mio giorno libero, entrai in una piccola sala d’essai – più che altro per ripararmi dall’acqua – dove programmavano o film pornografici o film d’autore. Quella volta proiettavano L’Avventura, di Michelangelo Antonioni, con Monica Vitti. Quel film mi lasciò senza fiato e in preda a un’eccitazione incredibile: non potevo credere di provare tutte quelle sensazioni. Proprio in quel momento è nato il mio amore per il cinema e le attrici italiane, ho smesso di ispirarmi alle star americane di quei tempi e mi sono concentrata sulle vostre dive, sulla vostra lingua, i vostri paesaggi. Lavorando con Paolo Virzì ho riscoperto quelle prime gioie del cinema italiano: mi sa che avete il cinema nel vostro Dna! Ricordo che anni fa, in Italia, molti dicevano che il cinema era in crisi; a me invece sembra che ci siano cose molto interessanti. E Paolo è un grande autore, riesce a fare delle opere sulla vita: umane, spiritose, spontanee. Ma sto divagando: quando abbiamo trovato la Puglia io e Taylor ce ne siamo innamorati. I paesaggi, la cultura, la gente. Amo il tempo che passiamo lì, è diventato una parte importante della mia esistenza. Sul nostro terreno abbiamo centinaia di alberi di melograno da cui produciamo deliziosi succhi. Non sapevo che fossero così buoni. E fanno pure molto bene».
Anche l’amore per l’arte la porta ad apprezzare il nostro Paese: «Non sono una collezionista, sono troppo tirchia per esserlo ( ride) ma sono una grande amante della pittura. Voglio dire che non sono sufficientemente ricca per acquistare pezzi di valore. A me e mio marito però piace scoprire artisti sconosciuti ma di merito. E di recente abbiamo scovato in Puglia dei lavori di un pittore chiamato Puccetto, è fantastico. Vive in maniera originale accanto a una ferrovia; un posto dove per anni ha lavorato e dipinto perché, come dopo ho scoperto, era quello che andava ad alzare e abbassare le sbarre del passaggio a livello. La sua storia è già una sceneggiatura. Puccetto dipinge cose astratte, molto complesse e belle. Con mio marito abbiamo comprato alcuni dei suoi quadri. Magari un giorno varranno tanto e capiremo di aver fatto un affare!».