la Repubblica, 20 maggio 2017
Il corpo come un telecomando
ROMA Basterà un tocco sulla pelle per controllare i dispositivi intelligenti di domani. Pigiare un neo per inviare un messaggio, sfiorare le rughe per alzare il volume della musica, toccare le nocche di una mano per cambiare il canale della tv. È ciò che promette l’ultima frontiera della tecnologia indossabile. Dimenticate orologi, bracciali, e occhiali smart. Nel futuro l’ingombro si ridurrà all’essenziale. Tutto merito di tatuaggi rimovibili, facili da usare: si appiccicano sull’epidermide con un po’ d’acqua e vanno via dopo un paio di giorni. Proprio come quelli con cui si gioca da bambini. In più, però, hanno un super potere: riescono a trasmettere elettricità e a dotare la superficie del nostro corpo di una nuova sensibilità. Un settimo senso hi-tech, dalle potenzialità infinite. Anche quella di funzionare come una sorta di telecomando.
Le ultime novità sono state appena presentate negli Stati Uniti durante una conferenza dedicata alle interfacce uomo- macchina, cioè agli strumenti che ci permettono di interagire con la tecnologia che ci circonda. Qui un gruppo di ricercatori dell’Università di Saarland, in Germania, e di Google ha mostrato le capacità degli ultimi e- tattoo, tatuaggi elettronici. Si tratta di adesivi poco più sottili di un capello, capaci di adattarsi ai cambiamenti di elasticità dell’epidermide. Sono stampati con inchiostro conduttivo e sensibili a tocco, pressione e movimento della pelle, che ne modificano le proprietà elettriche. «Grazie a dei fili di rame li abbiamo collegati a un piccolo hardware esterno, che bisogna indossare», spiega a Repubblica Jürgen Steimle, professore di informatica dell’Università di Saarland, e uno degli autori della ricerca. «In questo modo i segnali elettrici vengono trasmessi a un computer che riesce a interpretarli e poi a trasformarli in comandi».
Così i più piccoli dettagli anatomici, dalle lentiggini agli angiomi, sono diventati pulsanti. Hanno risposto a telefonate, scattato foto, aumentato il volume di una canzone... Al momento, lo studio si è concentrato sull’opportunità di sfruttare i tatuaggi a mo’ di schermi per smartphone. Ma ci si può spingere oltre: «Con una connessione senza fili a bassa potenza è possibile collegare gli e- tattoo a qualsiasi dispositivo che abbia il bluetooth» prosegue Steimle. «Così potremo controllare ogni oggetto smart che ci circonda: la televisione o persino le apparecchiature mediche».
L’obiettivo è comunicare meglio con telefonini e pc, non sbarazzarsene, precisa il ricercatore: «La pelle ha proprietà incredibili, che ci permetteranno di interagire con la tecnologia in maniera sempre più veloce, semplice, discreta e meno invasiva». Non solo, più emotivamente coinvolgente: «Si potrà inviare un messaggio alla persona amata toccando la nostra pelle e lei, quando lo riceverà, avvertirà una vibrazione in corrispondenza dell’adesivo intelligente». Niente di più intimo.
«Le tecnologie necessarie per produrli ci sono già e non hanno costi elevati. Certo, c’è ancora un’importante sfida da affrontare. Il tatuaggio funziona solo se associato a un dispositivo esterno, che dobbiamo portare sempre con noi. E ora è un po’ ingombrante. Ma si è al lavoro per renderlo sempre più piccino, fino a farlo scomparire completamente: «In un paio d’anni tutti i componenti elettronici necessari a far funzionare il tatuaggio, incluse batteria e connessione senza fili, saranno contenute al suo interno» conclude Steimle. A quel punto sarà una rivoluzione. Siamo, ormai, quasi a un passo. Anzi: a un tocco.