la Repubblica, 20 maggio 2017
L’amaca
Peccato che il presidente della Juventus Andrea Agnelli non stia cogliendo l’occasione dei suoi colloqui con l’Antimafia per dire quello che l’intero mondo del calcio sa bene, ma non ha il coraggio di confessare a se stesso: gli ultras, in parte infiltrati dalla malavita in parte malavitosi per ruolo, tengono quasi ovunque in ostaggio gli stadi e le società. Concedono una sorta di pax mafiosa nel caso venga loro concessa la gestione di questo e di quello; altrimenti, per dirla con un eufemismo, non garantiscono la sicurezza. In termini tecnici si chiama: pizzo.
Che la società più ricca e premiata d’Italia, proprietaria dello stadio più moderno e funzionale del paese, debba appaltare anche in piccola parte la gestione dei biglietti agli ultras, è segno di un problema strutturale. Il presidente della Juventus aveva la possibilità e forse il dovere di chiamare in causa l’intero sistema-calcio, che degli ultras è vittima, sollevando autorevolmente un problema certo non solo suo: nelle loro attività di pubbliche relazioni con le tifoserie organizzate, dirigenti e calciatori si trovano costantemente a rischio di pessimi incontri. Il calcio è, su questo terreno, spaventato e omertoso, e le sue espressioni istituzionali molto flebili.