Corriere della Sera, 22 maggio 2017
Elezioni, ecco l’offerta di Berlusconi. Il Pd è già «pronto al confronto»
ROMA L’uscita pubblica che può dare l’accelerata decisiva alla legge elettorale – e aprire la strada al voto anticipato – la fa Silvio Berlusconi. In un’intervista al Messaggero, il leader azzurro rilancia il modello per lui migliore per dare «rappresentatività» alle forze politiche e per tenere a bada i rischi di derive «populiste», il «sistema tedesco vero». Ma assieme auspica che «si possa tornare a ragionare in modo costruttivo con il Pd», e fa capire che con un accordo che soddisfi tutti si potrebbe andare anche al voto in ottobre che tanto sta a cuore a Renzi.
Un’offerta che ingolosisce il Pd, anche se la proposta di Berlusconi – il sistema proporzionale con sbarramento al 5%, senza correttivi o premi – è molto diversa da quella presentata dal Pd in commissione Affari costituzionali e che dovrebbe sbarcare in Aula alla Camera a giugno, ovvero il Rosatellum, un mix di proporzionale e maggioritario. Che l’interesse ad arrivare a un accordo sia reale comunque lo dimostra subito il vicesegretario del Pd, Maurizio Martina: «Se è un’apertura vera – dice – il Partito Democratico è pronto a un confronto serio con tutti per dare agli italiani una legge di stampo europeo».
L’intesa nel merito è ancora da raggiungere – «L’equazione tra la nostra richiesta di una legge elettorale proporzionale e la loro di voto in tempi brevi esiste ma deve ancora concretizzarsi», avverte Maurizio Gasparri —, e però l’effetto immediato è il posizionamento delle varie forze. Nel centrodestra, Stefano Parisi approva («Presa di posizione chiara e giusta»), Raffaele Fitto chiede che si discuta «alla luce del sole», Matteo Salvini premette che «non ci interessa né ora né mai un accordo con il Pd» e lascia aperta la porta a Berlusconi, avvertendo però che per fare una coalizione serve «il maggioritario». Perché il sospetto di tanti è che stia nascendo «un nuovo Patto del Nazareno», non solo sulla legge elettorale ma anche sul dopo voto. Lo evocano nell’Mdp, dove Eleonora Cimbro si dice «preoccupata» pur accogliendo la proposta. Alfredo D’Attorre dice sì ad un’«intesa» sul sistema tedesco, e Massimo D’Alema invita a muoversi in fretta: «Leggo di un accordo per votare ad ottobre, quindi bisogna riunirsi con chi c’è e fare le liste». Chi sente puzza di bruciato è Luigi Di Maio, convinto che stiano «tentando in tutti i modi di sbarrare la strada» al M5S con un modello tedesco: «Sapete cosa è? È che FI e Pd litigano e poi, finite le elezioni, si mettono a governare insieme». Un accordo per puntare alla Grande Coalizione, insomma. Proprio come in Germania.