ItaliaOggi, 20 maggio 2017
Cina, il super ripetente del gaokao, l’esame più temuto dagli studenti
È uno spartiacque per la carriera degli studenti cinesi. Un rito che si ripete anno dopo anno e determina il futuro delle nuove leve della Repubblica Popolare. Con il gaokao a giugno 9 milioni di ragazzi si cimenteranno con gli esami di ammissione alle più importanti università della Cina e tra questa marea di neodiplomati ci sarà anche chi, per la ventunesima volta, tenterà la sorte con il quizzone: Liang Shi, 50 anni, affermato imprenditore anche senza una laurea in tasca, che vorrebbe coronare il suo sogno di intraprendere un percorso universitario.
Il suo primo gaokao è datato 1983, come riporta The Beijing News, ma il punteggio ottenuto non fu sufficiente per aprirgli le porte dell’università. Ci provò ancora quattro volte, ma senza successo, e allora passò a dedicarsi agli affari e quando nel 2001 il governo cinese ha eliminato il limite che vietava la partecipazione agli esami d’ammissione a chi avesse superato i 25 anni, il signor Shi ha iniziato a riprovarci. Ma ogni anno era sempre la solita storia: bocciato. Nel 2016 ha totalizzato 453 punti su 750, il miglior risultato di sempre, ma ben lontano dai 620 necessari per accedere all’istruzione accademica. L’uomo d’affari sta tentando di entrare alla facoltà di matematica dell’Università di Sichuan, una delle principali della Cina, e dal 7 al 9 giugno ci riproverà assieme ad altri milioni di aspiranti studenti universitari. «Alcune persone spendono la loro vita risparmiando soldi per comprare casa, quindi perché non posso dedicare la mia vita per cercare di entrare in una buona università?», ha dichiarato Shi ai media cinesi.
Nei giorni del gaokao gli studenti orientali vivono ore di assoluta tensione. È un momento che coinvolge tutta la famiglia e la consapevolezza di giocarsi letteralmente il futuro ossessiona le giovani generazioni cinesi. Non a caso è indicato anche come principale causa dei suicidi tra i ragazzi ed è un momento preso molto sul serio: chi viene beccato a copiare rischia il carcere.
A entrare nell’università che si desidera sono davvero in pochi: circa uno su 50 mila. Attraverso questi esami si seleziona la crème della società, chi sarà chiamato a trainare l’economia del Paese, chi sarà protagonista della vita scientifica... Ma la pressione che si genera attorno ai ragazzi, e una tradizione che affonda le radici nella Cina imperiale, ha spinto il governo a riformare il gaokao per introdurre più flessibilità negli insegnamenti e un percorso di accompagnamento scolastico a questo appuntamento, soprattutto per non penalizzare chi proviene dalle famiglie meno agiate. E gli studenti che sosterranno gli esami quest’anno saranno i primi a testare gli effetti del gaokao riformato. Chissà che anche Liang Shi non riesca, finalmente, a centrare il suo obiettivo.