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 2017  maggio 20 Sabato calendario

In Giappone esordisce il c/c in bitcoin

L’economia giapponese dà qualche segnale di risveglio (5 trimestri consecutivi di crescita), ma l’inflazione resta troppo bassa e la Boj promette di continuare a schiacciare a zero i tassi sui decennali. Per i risparmiatori nipponici, mettere i soldi in un conto bancario tradizionale equivale in pratica a tenerli nel materasso: gli interessi sono talmente minimi da risultare “virtuali”. Per gli audaci, si profilano una serie di alternative virtuali più attraenti. Per la prima volta, ad esempio, stanno per essere disponibili conti di deposito a tasso fisso che offrono ben il 5% l’anno. In moneta solo digitale. La “borsa” Coincheck li sta lanciando in bitcoin, proponendo 4 piani di risparmio-investimento: un tasso annuale dell’1% se il deposito in bitcoin è vincolato per 14 giorni, il 2% per un mese, il 3% per tre mesi e il 5% per un anno. Di solito, i detentori di bitcoin li lasciano online come se si trattasse di un c/c senza interessi: semmai la moneta virtuale guadagna, anche molto, in…conto capitale. Psicologicamente, però, la possibilità di spuntare interessi potrebbe diventare un’opportunità in grado di suscitare l’attenzione di più vaste fasce di utenza, stanche di tassi zero. Per i più sofisticati, GMO-Z.com Coin, una affiliata giapponese di GMO, sta lanciando una nuova piattaforma online di bitcoin che consentirà di operare come se si trattasse di un mercato di derivati, con un leverage fino a 5 volte l’investimento effettivo. Secondo la Japan Cryptocurrency Business Association, sono 18 le società che stanno richiedendo o considerando di richiedere la licenza per aprire borse in monete virtuali con l’obiettivo di proporle come nuova opzione di investimento. La Financial Services Agency giapponese non ha sposato una linea severa e ha già chiarito che depositi in moneta virtuale come quelli di Coincheck non ricadono sotto la normativa bancaria. Ma se il numero di utenti esplodesse è probabile che questo tipo di servizi andrà incontro a una regolamentazione. Le banche giapponesi, considerate tradizionaliste, stanno aprendosi alle monete virtuali.