Il Sole 24 Ore, 20 maggio 2017
L’Europa League assegna premi per 400 milioni, 6,5 ai vincitori
L’Europa League 2016/17 avrà una finale “aristocratica”. Mercoledì prossimo, 24 maggio, a Stoccolma, alla Friends Arena, stadio da 50mila spettatori dotato di tetto mobile e inaugurato nel 2012, che deve il suo nome a una campagna contro il bullismo nelle scuole, si affronteranno Ajax e Manchester United. Due nobili del calcio del Vecchio Continente.
L’Ajax è la squadra olandese più titolata ma è anche uno dei quattro club, insieme con Bayern Monaco, Chelsea e Juventus, capace di trionfare in tutte e tre le competizioni europee. Mentre gli inglesi a livello internazionale hanno vinto tre Champions League, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea, una Coppa Intercontinentale e una Coppa del mondo per club Fifa.
Il match di mercoledì prossimo è anche la classica sfida tra Davide e Golia e sulla carta lascia davvero poco spazio per le sorprese. Tra i Red Devils e i Lancieri corre infatti una differenza abissale in termini di fatturato. Si tratta di due modelli di azienda sportiva diametralmente opposti, pur avendo scelto entrambe le società calcistiche di quotarsi in Borsa (rispettivamente a New York e a e all’EuroNext Amsterdam).
L’Ajax nel 2016 ha registrato un giro d’affari di appena 93 milioni. Il core business è il vivaio, la formazione di giovani talenti e la loro cessione sul mercato. In quest’ottica si spiega anche l’investimento nell’ Ajax Cape Town, squadra di Città del Capo, in Sud Africa controllata al 51 per cento.Grazie a questa vocazione il club di Amsterdam ha realizzato tra il 2012 e il 2016 100 milioni di plusvalenze e circa 70 di profitti.
Il Manchester United è una corazzata industriale del calcio globale. Nella classifica 2017 di Deloitte il club della famiglia Usa Glazer (che nelle ultime due stagioni hanno incamerato circa 33 milioni di sterline in dividendi), si è piazzato al primo posto con 689 milioni di euro di ricavi, il valore più alto registrato da sempre, grazie a una costante crescita di tutte le principali voci di bilancio enfatizzata dalle ricchissime sponsorship con Adidas e Chevrolet. Dalla vittoria della competizione i Red Devils cercano soprattutto il pass per la Champions che non hanno conseguito in Premier. I premi economici per la partecipazione all’Europa League, infatti, sono interessanti ma non sono paragonabili a quelli della Champions. Quest’ultima assegna ai club quasi 1,3 miliardi contro i 410 milioni della seconda manifestazione europea. A fronte di incassi Uefa per 2,35 miliardi derivanti da diritti televisivi e sponsorizzazioni il montepremi della stagione 2016-17 vale quindi 1,7 miliardi.
In Europa League sono previsti alcuni premi fissi per un totale di 140 milioni. L’ammissione ai gironi vale 2,6 milioni, la vittoria di una partita assicura 360mila euro e il pareggio 120mila. Piazzarsi al primo posto del girone permette di incassare 600mila euro, mentre il secondo posto ne dà 300mila. I sedicesimi di finale, poi, assicurano un bonus di 500mila euro, gli ottavi 750mila, i quarti di finale un milione e la semi finale 1,6 milioni. Disputare la finale perdendola dà diritto a un premio di consolazione di 3,5 milioni di euro, e chi alza il trofeo ne porta a casa 6,5.
Dunque, con un en plein si possono mettere in cassaforte 15,7 milioni di euro, a cui va aggiunto il market pool (per un totale di 160 milioni) ricavato da quanto versato dalle tv del paese di riferimento del club.
Il Siviglia vincitore della ex Coppa Uefa nelle ultime tre stagioni l’ha fatta da padrone anche sul fronte economico, avendo accumulato grazie all’Europa League nell’ultimo quinquennio 47,5 milioni. Su questo speciale podio ci sono poi due compagini inglesi: il Liverpool (43,3 milioni) e il Tottenham (41,2 milioni).