ItaliaOggi, 20 maggio 2017
Diritto & Rovescio
L’ottantasettenne Corrado Stajano ha pubblicato il suo ultimo libro per il Saggiatore. Il titolo è Eredità. Partendo dalla sua esperienza di Balilla in quel di Como (a quei tempi) Stajano unisce (scrive il Corriere della Sera che, imperterrito, gli dedica un’intera pagina, un terzo della sua intera sezione di cultura) «ricordi personali e memoria collettiva». In altre parole il piccolo Stajano si sente, adesso che è diventato vecchio, un intero momento della storia nazionale. Il libro è uguale ai molti altri che Stajano ha scritto in precedenza perché, nella sua visione ombelicale del fascismo, non c’è limite alla ripetizione, come quando, ad Alto gradimento, irrompeva un figurante che urlava: «Si è rotto il diskio!». Per Stajano il fascismo «è un male forse geneticamente inseparabile dalla natura degli italiani». Parla per te, Stajano, che fino a prova contraria sei italiano anche tu. Non vilipenderti, perbacco!