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 2017  maggio 20 Sabato calendario

La mediatrice Boschi rafforza Renzi e argina il M5S

Faticoso ma non impossibile, il compromesso sui vaccini che ha portato ieri al varo del decreto (che prevede l’obbligo per i genitori di vaccinare i figli da 0 a 6 anni e dure sanzioni per chi non lo fa con ragazzi in età superiore) ha chiuso la polemica tra le ministre dell’Istruzione Valeria Fedeli e della Sanità Beatrice Lorenzin, ma a sorpresa non ha riaperto il fronte con i 5 stelle, che hanno accolto l’annuncio di Paolo Gentiloni senza particolari reazioni.
La marcia indietro di Beppe Grillo in fatto di vaccinazioni c’era già stata, del resto, quando l’algoritmo del Movimento aveva rivelato tra padri e madri maggiori consensi, piuttosto che dubbi, sull’obbligo. Ma certo il leader di M5s aveva gioito di fronte alla divisioni emerse tra Lorenzin e Fedeli: fautrice, la prima, di un rigore assoluto sui vaccini, fino al punto di richiederli come presupposto dell’iscrizione a scuole non solo di primo grado; e la seconda, invece, convinta che un obbligo assoluto avrebbe potuto rappresentare alla fine una limitazione del diritto allo studio. La soluzione trovata, grazie anche alla collaborazione della sottosegretaria Maria Elena Boschi, consente a Matteo Renzi di esprimere tutta la sua soddisfazione, e lascia per il momento interdetti i 5 stelle, che avrebbero scommesso volentieri sul perdurare delle polemiche tra le ministre.
Non è il solo terreno su cui Grillo per il momento sembra preferire lo stop and go, e in qualche caso la tregua, con il governo e con il Pd. Nel giro di pochi giorni M5s (con le riserve di soli 5 senatori stellati) ha votato a favore del ddl sulla tortura voluto dal Pd; poi ha abbassato il fuoco sui vitalizi, bandiera di una battaglia condotta fino a ieri senza esclusione di colpi, dando via libera alla proposta del renziano Matteo Richetti e accantonando per il momento la propria: anche in questo caso, l’attesa è per le contraddizioni interne al Pd, dove una parte dei parlamentari con più legislature alle spalle, che non condivide il taglio delle pensioni anche per il passato, potrebbero venire allo scoperto con emendamenti in aula, contestando la linea del leader e offrendo ai 5 stelle l’occasione di tornare alla carica sul fatto che il Pd non è in grado di approvare la riforma.
Infine l’annunciata mozione di censura contro la Boschi per il caso Etruria-Unicredit è stata presentata alla Camera, dove ha più probabilità di essere bocciata, e non al Senato, dove la maggioranza è più ballerina.