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 2017  maggio 20 Sabato calendario

Falcinelli: «Se Ventura mi chiama...»

Nella città di Pitagora, Diego Falcinelli ha il teorema giusto: gol più salvezza più mercato ricco uguale felicità. L’attaccante rivelazione della A vuole dimostrarlo, il suo teorema speciale, domani allo Stadium contro la Juve. E non ha paura della pressione eccezionale di quelle gare secche in cui contano l’esperienza e l’essere rapaci al momento opportuno: il treno della salvezza non aspetta, Empoli e Genoa vogliono separare il loro destino dal Crotone, ma lui all’ultima carrozza vuol restare attaccato a tutti i costi: «Siamo cresciuti tanto, abbiamo finalmente raccolto per strada i punti che magari prima perdevamo negli ultimi minuti per inesperienza. Ma la speranza non l’abbiamo mai persa dentro di noi».
Nemmeno quando eravate a -11 dal quart’ultimo posto?
«Nemmeno. Ci abbiamo sempre creduto, ora gli episodi girano a favore. E l’entusiasmo è cresciuto in modo proporzionale. Non siamo mai stati bene come ora, ci siamo scrollati di dosso tutte le paure. Vogliamo dimostrare a Torino una volta di più di meritare la salvezza». 
Ma obiettivamente chi ha più chance tra voi, Empoli e Genoa?
«Ormai cambia poco. Questa con la Juve e l’ultima sfida con la Lazio sono due finali vere, puntiamo ad ottenere più punti possibile per centrare un traguardo fondamentale per noi e per la città».
E se riuscirà nell’impresa cosa farà? Nicola risalirà l’Italia in bici, lei che cosa ha in mente?
«Accompagnerò il presidente Vrenna a piedi fino al Santuario della Madonna di Capocolonna Santa Patrona di Crotone, sono circa 12 km, mica è dietro l’angolo...».
Un po’ ci pensa anche al suo futuro? Dipenderà quest’estate dal Sassuolo (proprietario del suo cartellino)…
«Resto concentrato solo su Juve-Crotone e Crotone-Lazio, poi vedremo, la posta adesso è troppo alta».
Qual è l’antidoto per Chiellini e Bonucci?
«Sono i migliori al mondo secondo me, ma tutta la Juve ha una forza incredibile: ha due squadre che potrebbero vincere lo scudetto. Cercherò di correre più veloce di tutti».
Giocherete anche per Stoian, in ospedale per un virus, ma ormai in via di guarigione...
«Daremo qualcosa in più per lui perché lo merita davvero, avrebbe dato tutto per la salvezza e ci piacerebbe raggiungerla in suo onore. Tiferà per noi con tanta passione».
Lei ha scelto l’estate scorsa di andare in provincia, in controtendenza rispetto a quanto fatto per esempio da Budimir passato alla Samp: la scelta ha pagato.
«È stata una decisione che rispecchia il mio modo di pensare. Potevo restare a Sassuolo, avevo la fiducia e la stima di Di Francesco, potevo giocare anche l’Europa League. Invece ho deciso di giocarmi una stagione da titolare a Crotone, anche se nessuno ti assicura il posto: qui ci sono tanti attaccanti bravi. Mi sento ripagato da questa decisione, forse come a Crotone non sono stato da nessuna altra parte. Mi hanno fatto sentire importante. Io, la mia compagna Angela e Dea, la nostra figlia di 2 anni, abbiamo scoperto un ambiente ideale».
Quanto è stato importante per lei Nicola?
«Importantissimo, direi. Mi ha spronato per esempio a calciare di più col destro. È un tecnico che farà presto un grande salto. Ha tante capacità, sia dal punto di vista tecnico che sotto il profilo motivazionale».
Quale allenatore in passato ha inciso di più sulla sua crescita?
«Tutti mi hanno dato qualcosa. Di Francesco mi ha insegnato i tempi d’attacco. Ho avuto la fortuna di incontrare sempre grandi allenatori».
Con chi scambierà la maglia allo Stadium?
«Higuain me l’ha addirittura portata nello spogliatoio, a dimostrazione del campione che è, quando giocavo nel Sassuolo e segnai a Napoli, poi lui fece una doppietta al San Paolo. E con Gonzalo ci siamo scambiati la maglia anche all’andata. Stavolta mi piacerebbe avere quella di Dybala, che ammiro».
Si è tolto belle soddisfazioni segnando già a Milan, Fiorentina e Samp e ha firmato una tripletta contro l’Empoli. Immaginava di arrivare a 12 gol?
«L’obiettivo era la doppia cifra, è andata finora anche oltre le aspettative. E qualche altro gol non mi dispiacerebbe (a quota 15 è previsto il terzo bonus da contratto, ndr). Vorrei eguagliare il mio record di gol, 14, segnati 2 anni fa in Serie B con il Perugia».
Il sogno Nazionale?
«Spero di poter partecipare al prossimo raduno, ci saranno delle amichevoli e voglio fare il massimo in queste due partite che restano per meritarmi la convocazione: sarebbe un altro grande obiettivo raggiunto, il più bello della mia vita».
Chi vincerà la classifica marcatori?
«Se la giocheranno Mertens e Dzeko fino alla fine, speriamo che non la spunti Higuain, vorrà dire che non avrà segnato contro di noi (e ride)...».
Perché suo padre l’ha chiamata Diego?
«Ammirava Maradona, il nome Diego girava molto in quegli anni lì. E mi ha di sicuro portato fortuna».
Lunedì parteciperà all’evento «Un gol per l’Italia» a favore dei terremotati di Norcia, lei che è umbro di Marsciano.
«Ci andrò con tutto il cuore. Il mondo dello sport sarà impegnato in una giornata importante per Norcia. E saremo in tanti a segnare il gol più importante».