Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  maggio 20 Sabato calendario

APPUNTI PER GAZZETTA - LE MARCE DEL SABATOREPUBBLICA.IT"Siamo 100mila". A Milano la manifestazione in favore dell’accoglienza dei migranti, sul modello della marcia antirazzista di Barcellona, proposta dall’assessore milanese al Welfare Pierfrancesco Majorino e dalle associazioni del terzo settore

APPUNTI PER GAZZETTA - LE MARCE DEL SABATO

REPUBBLICA.IT
"Siamo 100mila". A Milano la manifestazione in favore dell’accoglienza dei migranti, sul modello della marcia antirazzista di Barcellona, proposta dall’assessore milanese al Welfare Pierfrancesco Majorino e dalle associazioni del terzo settore. E’ proprio Majorino a indicare il primo numero sulla partecipazione, che cresce e arriva, annunciato dagli organizzatori alla folla, a 100mila: "E tanti saluti a Salvini". Applausi. "Oggi diciamo che non torniamo indietro. Non costruiremo con i mattoni dell’intolleranza nuovi muri e divisioni", le parole del presidente del Senato Piero Grasso. "Chi è nato in Italia, studia in Italia, è italiano". Arriva anche il tweet del premier Paolo Gentiloni: "Grazie Milano,sicura e accogliente".
  Migranti, tensione al corteo: i centri sociali contestano il Governo e il sindaco Sala Condividi   E’ la giornata organizzata per chiedere "una società plurale", contro "la logica dei muri che fomentano la paura" e in favore di "scelte che pongono al centro la forza dell’integrazione e della convivenza".
  Quella che Salvini ha condannato e condanna anche oggi: "Una marcia ipocrita e una marcia per gli invasori". Il corteo partito da Porta Venezia, percorre i bastioni di Porta Nuova, piazza della Repubblica, Porta Volta, sfila attorno all’Arena civica e a parco Sempione, per concludersi in piazza del Cannone. Subito le contestazioni da parte dell’anima del corteo più ’arrabbiata’ - dei centri sociali - che aveva promesso di far emergere chiaramente l’opposizione alle "leggi discriminatorie verso gli stranieri: Bossi-Fini, Turco-Napolitano, Minniti-Orlando".
  La marcia antirazzista di Milano: il fotoracconto della giornata Navigazione per la galleria fotografica 1 di 29 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow
"Vergogna, vergogna", "Siete la peggior destra", "Minniti razzista". Gli antagonisti partecipano ma per contestare l’idea di una "sfilata filogovernativa", criticando le politiche del governo sull’immigrazione, dopo la frattura che si è consumata con il maxi bliz in stazione Centrale del 2 maggio, quando decine di migranti furono identificati e portati in questura. A guidare la protesta il centro sociale Il Cantiere, nel mirino anche l’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza, "fuori dal corteo", gridano. Spintoni tra i contestatori e il servizio d’ordine del Pd. A proteggere il sindaco dai manifestanti ’contro’ un cordone di migranti ospitati nel centro di accoglienza di via Corelli: è la "Crew Corelli", in maglietta verde, abbracciati, vicini al "loro" sindaco.
  Migranti, il sindaco Sala al corteo con la mamma: ’’Integrazione parte da Milano’’ Condividi  
"Meglio le contestazioni che annullare la manifestazione, come qualcuno ha chiesto". Il riferimento di Sala è al centrodestra, a Maroni e Salvini ma non solo, e alle richiesta di cancellare "la pagliacciata" come era stata definita la marcia. "C’è tantissima gente - dice Sala - come si fa a pretendere che tutti la vedano allo stesso modo? Sono contento perché vivo in una grande città con tante contraddizioni, io però sono qui per testimoniare da sindaco di Milano e da cittadino il senso di questa mia presenza".

In testa al corteo i migranti, i 200 profughi ospiti di via Corelli, ma anche quelli della caserma Montello, Emma Bonino e appunto Beppe Sala. "Siamo qui per difendere la nostra storia e i nostri valori, quella della Costituzione - dice dal palco Grasso - grazie Milano, viva l’Italia!". Ci sono i cento bambini delle scuole elementari, e il mitico "Coro dei leoni", che canta in venti lingue diverse gli inni della libertà e della speranza da tutto il mondo. A seguire, le comunità straniere, col folklore dei vestiti tradizionali, i tamburi, gli strumenti musicali, le danze. Tra i sindaci anche quello di Bergamo, Giorgio Gori, e gli 80 dell’area metropolitana che hanno firmato col ministro Minniti il protocollo per l’accoglienza diffusa. Tutti in fascia tricolore. "Ci contestano da destra e da sinistra - spiega Gori - perché scegliamo una strada equilibrata, non semplifichiamo le questioni".
 
Il cartello di associazioni e centri sociali "Nessuna persona è illegale" aveva fissato il concentramento in piazzale Oberdan già alle 11 del mattino, con un "pranzo meticcio" con cibi etnici e musica. Qui anche i sindacalisti di base dell’Usb con un "barcone" simile a quelli che vengono recuperati nel canale di Sicilia dalle Ong. Una volta apartito il corteo, le tensioni e gli slogan gridati contro quella parte dell’anima di sinistra che loro chiamano "la peggior destra".

CORRIERE DI STAMATTINA

MILANO Il punto fermo è che la marcia per l’accoglienza oggi si farà. Beppe Sala non ha dubbi: «Resto convinto che l’accoglienza sia un dovere della nostra città e di chiunque possa alleviare le sofferenze di chi è in difficoltà e chiede aiuto. Per questo — spiega il sindaco — confermo che guiderò la marcia “Insieme senza muri”, per una Milano sicura e accogliente». Le polemiche seguite all’aggressione di un agente Polfer e due militari da parte di un ragazzo italo-tunisino non cambiano i piani della città, decisa ad emulare Barcellona e il suo corteo pro-migranti.

Dà manforte al sindaco il presidente del Senato, Pietro Grasso, che conferma la sua partecipazione alla marcia e mostra cautela sull’episodio: «Non va sottovalutato ma nemmeno enfatizzato e strumentalizzato per evitare qualcosa che è doveroso fare». È della stessa idea Laura Boldrini: «Quanto è successo è molto grave — dice la presidente della Camera — ma nulla ha a che vedere con la marcia».

Il centrodestra, però, non molla la presa. E continua a contestare un corteo da «riccastri di sinistra col portafoglio pieno» (copyright Matteo Salvini). La richiesta è sempre quella lanciata a caldo dal governatore Roberto Maroni: «Annullate la marcia in segno di rispetto per i feriti». È più colorito il leader del Carroccio. «È una pagliacciata che rende contenti solo scafisti e certe cooperative — dice Salvini —. È un insulto ai poliziotti feriti e agli italiani che vivono sotto la soglia di povertà». E quando Sala fa notare che l’aggressore «è italiano ma a qualcuno fa comoda dare la responsabilità ai migranti», Salvini taglia corto: «È un’aggravante. Vuol dire che un certo tipo di cultura non vuole integrarsi». «Basta con la retorica dell’accoglienza e l’integrazione a chiacchiere», sbuffa il senatore azzurro Maurizio Gasparri. Mentre Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda di FI, decreta la fine del «modello Milano dell’accoglienza»: «È andato da tempo a sbattere. Che in città ci sia un’emergenza sicurezza è sotto gli occhi di tutti».

Oggi sono attese oltre diecimila persone. Dalla casbah di Porta Venezia sfileranno le due anime del corteo: una istituzionale guidata dai sindaci in fascia tricolore, e quella movimentista che contesta le leggi Minniti e Orlando.

Pierpaolo Lio Rossella Verga

MARCIA PERUGIA-ASSISI
PERUGIA - "Reddito di cittadinanza, per l’Italia unica speranza. Onestà e dignità subito": con questo slogan cantato dalla testa del corteo è partita poco dopo le 11.30 la marcia Perugia-Assisi per il reddito di cittadinanza organizzata dal Movimento 5 Stelle. Nel corteo, circa 1.500 persone (50 mila secondo gli organizzatori) arrivate da tutta Italia, ci sono anche Beppe Grillo e Davide Casaleggio, i massimi esponenti del M5S. "Questa è una marcia simbolica per dimostrare che il problema non è solo questione di soldi ma è di dignità. Chi riceve il reddito di cittadinanza non risolve un problema economico ma psicologico. Oggi il problema è l’invisibilità delle persone: le istituzioni sono scomparse", ha detto Grillo mettendosi in cammino.  "Io ieri sono andato a parlare con i francescani. Siamo noi i francescani di oggi", ha aggiunto.

Affermazione, quest’ultima di Grillo, che ha fatto scattare subito la scarcastica replica a distanza di Matteo Renzi.  "Non ho niente contro francescani, anzi per carità di Dio volevo dare la solidarietà per l’accostamento che è stato fatto. Ma è curioso che si richiamino a esperienze come quelle, dei personaggi che non so quanto abbiano in comune con San Francesco e Santa Chiara", ha detto questa mattina il segretario del Pd nel corso del suo intervento alla scuola di politica del partito di Milano ’Pier Paolo Pasolini’. Sempre parlando a Milano, Renzi ha criticato anche la campagna grillina a favore del reddito di cittadinanza. "Devasta l’articolo 1 della Costituzione. Noi siamo per il lavoro che è dignità e non per l’assistenzialismo", ha detto l’ex premier.

Le schermaglie sull’asse Perugia-Milano tra M5S e Pd sono proseguite quindi sul tema della legge elettorale. Il Rosatellum, ha detto Grillo, "è un
sistema elettorale contro di noi".

A ricordare i contenuti della proposta grillina sul reddito di cittadinanza è stato anche il parlamentare Roberto Fico. "Alle elezioni politiche - ha spiegato - porteremo
il reddito di cittadinanza come punto programmatico del governo di questo paese e pensiamo che una volta al governo lo realizzeremo subito avendo già il progetto legislativo in atto". "Continueremo a proporlo visto che siamo un paese con un alto tasso di povertà e di difficoltà", ha aggiunto. "Niente è a costo zero in un paese", ha replicato a chi sottolineava la mancanza di coperture finanziarie.

Sul blog del M5S a tenere banco è invece ancora l’approvazione del decreto vaccinazioni. "Il Movimento 5 Stelle è a favore delle vaccinazioni e vuole che nel Paese ci sia la massima copertura vaccinale possibile - si legge nel posto pubblicato stamane - Sul decreto Lorenzin ci riserviamo di giudicare dopo aver letto il testo nella sua interezza (e nella sua versione definitiva), e dopo esserci consultati con i nostri esperti nazionali ed internazionali di riferimento". Il M5S chiede quindi un discussione  "senza strumentalizzazioni".