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 2017  maggio 20 Sabato calendario

Multe salate a chi non vaccina i propri figli

Vaccinare i bambini è di nuovo obbligatorio se si vogliono iscrivere i propri figli all’asilo nido o alla scuola materna.  

E se una famiglia non manda il proprio bambino all’asilo nido o alla scuola materna?
Allora, al momento di iscrivere il piccolo in prima elementare, si dovrà presentare alla segreteria della scuola il libretto vaccinale, da oggi in poi obbligatorio, nel quale sarà certificata l’avvenuta vaccinazione. Se una famiglia si presenterà col bambino non ancora vaccinato, la direzione scolastica segnalerà il caso alla Asl competente. La Asl convocherà la famiglia e intimerà di procedere alla vaccinazione entro un certo numero di giorni. La famiglia insistendo nel mancato vaccino, la Asl comminerà una multa oscillante tra i 500 euro e i 7.500 euro. L’anno successivo, se il bambino non sarà ancora stato vaccinato, si ripeterà la medesima procedura, sanzione compresa. Intanto a scuola si formerà una classe di non vaccinati, per non mettere in pericolo i vaccinati. La cosa è odiosa, ma forse per convincere il mondo a vaccinarsi non c’era altro metodo.  

Di che vaccini stiamo parlando?
Un tempo erano quattro. Adesso sono dodici: polio, difterite, tetano, epatite b, pertosse, emofilo b, cioè l’esavalente che si somministra a tre mesi. Morbillo, parotite, rosolia e varicella, che si fanno fra i 13 e i 15 mesi. Tra le due somministrazioni, ci si deve vaccinare contro i due meningococco. La materia è regolata adesso da un decreto legge, emesso ieri dal consiglio dei ministri. C’era un contrasto tra il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il ministro della Pubblica Istruzione, Valeria Fedeli. La Lorenzin voleva che l’obbligatorietà dei vaccini durasse fino alla quinta elementare. La Fedeli voleva che dopo la materna lo Stato si limitasse ad applicare una sanzione, sia pure molto salata. Alla fine ha vinto la Fedeli. La comunità scientifica, nazionale e internazionale, in questo caso era totalmente schierata con la Lorenzin. Ma, come saprà, nel Paese esiste un movimento, minoritario ma rumoroso, che vuole essere lasciato libero di vaccinare o no i propri figli, anzi che è di fatto contrario ai vaccini, con l’argomento che i vaccini, per esempio, mettono a rischio di autismo i bambini, e che è tutta roba che fa solo l’interesse delle case farmaceutiche. Il dottor Roberto Gava, che critica l’estremismo di chi non vuole vaccinare i figli, sostiene però che, essendo ormai le malattie di cui si discute di fatto debellate o ridotte a focolai minimi, sarebbe il caso di valutare caso per caso l’opportunità di somministrare i vaccini, specie a creature deboli come i neonati. «Si tratta sempre di farmaci». Chiama, questa, «personalizzazione della terapia». Per le sue idee è stato radiato dall’ordine.  

Come mai un decreto legge? C’è un’urgenza?
Gentiloni ha spiegato di sì. «Si tratta di un decreto - ha detto - perché si è constatato che la mancanza di misure appropriate nel corso degli anni e il diffondersi negli ultimi mesi di teorie antiscientifiche ha portato a un abbassamento di protezione. Non siamo in uno stato di emergenza, ma di preoccupazione».  

Allude ai casi di morbillo?
Credo di sì, soprattutto ai casi di morbillo, anche se ci sono pure 38 mila bambini che non hanno fatto l’esavalente. Quelli che hanno rinunciato alla profilassi su morbillo, parotite e rosolia (Mpr) sono 85 mila. Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ha ricordato che, dopo la Romania, siamo il secondo Paese in Europa per numero di ammalati di morbillo. «Già due anni fa l’Organizzazione mondiale della sanità ci ha dato un warning perché stavamo compromettendo il piano di eradicazione della malattia previsto per il 2015». Paolo Bonanni, professore di Igiene all’università di Firenze: «Le vaccinazioni Mpr sono calate in maniera drastica. Fino a 5-6 anni fa la copertura media nazionale arrivava al 90%. Ora siamo all’85,3%. Con cali record del 15% nelle Marche dove i movimenti anti-vaccini sono molto forti. Il risultato è l’arrivo delle epidemie. Di malattie che davamo per scontato fossero scomparse». All’Oms risultano 1.387 casi di morbillo in Italia tra marzo 2016 e febbraio 2017. Ma dovrebbero essere il triplo, perché due genitori su tre non denunciano.  

Se avesse ragione il dottor Gava?
Non ho la competenza per rispondere. Mi affido al professor Burioni, Università Vita-Salute di Milano, molto drastico con gli antivaccinisti e in prima linea su Facebook. Alla scrittrice-matematica Chiara Valerio ha detto: «Da quando ho avuto una bambina, che adesso ha cinque anni, ho dovuto confrontarmi con la disinformazione sui vaccini. Volevo provare a rispondere a chi afferma “non credo nella scienza” o “voglio sentire anche l’altra campana”. Due asserzioni prive di senso: ci sono i dati e c’è la discussione sui dati, poi basta. La medicina non è un’opinione e non è una credenza religiosa. Prima dei vaccini, un terzo dei bambini moriva nel primo anno di età».