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 1954  agosto 05 Giovedì calendario

Americani, inglesi, francesi, olandesi: un consorzio occidentale firma con l’Iran l’accordo sul petrolio

A Teheran e a Londra è  stato annunziato  simultaneamente stamane che il consorzio di otto aziende petrolifere  occidentali e il Governo iraniano hanno finalmente raggiunto un accordo su larga base per far rinascere l’industria del  petrolio nell’ Iran inattiva da tre anni. L’accordo dispone che la grande raffineria di Abadan e i campi petroliferi adiacenti  saranno gestiti dal consorzio. La produzione sarà consegnata al Governo iraniano dal quale il consorzio la comprerà e la  venderà poi all’estero. Campi e  raffineria apparterranno all’ Iran. Si spera di poter riprendere le operazioni di esportazione fra due mesi. L’annunzio dell’accordo è  stato dato a Teheran dal ministro delle Finanze, Ali Amini, e da Howard Pgage, rappresentante della « Standard Oil », il quale ha diretto i negoziati. L’accordo avrà una durata di 25 anni, prorogabile per  altri cinque, se le parti  lo vorranno. Benché l’annunzio non lo specifichi, si crede che l’accordo disponga il versamento del 50 per cento all’ Iran del reddito di produzione, ossia la stessa percentuale in uso in altri Paesi petroliferi del  Medio Oriente. Si calcola che l’Iran  introiterà 420 milioni di dollari nel primo triennio dell’accordo. Il consorzio è formato  dall’Anglo Iranian, che ha  sfruttato da sola l’industria  petrolifera iraniana fino alla  legge di nazionalizzazione di  Mossadeq (1951), dalle aziende  americane « Standard Oil » del New Jersey, «Standard Oil» della California. « Texas  Company », « Gulf Oil » e «  Socony Vacuum », dall’azienda olandese « Royal Dutch » e  dalla « Compagnie française des pétroles »