Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1953  dicembre 21 Lunedì calendario

Mossadeq condannato a tre anni

Il Tribunale militare di Teheran ha oggi riconosciuto colpevole di tradimento l’ex-Primo ministro Mohammed Mossadeq, ma lo ha condannato a soli tre anni di reclusione in seguito all’intervento dello Scià. Nella sentenza è specificato che i tre anni di reclusione dovranno essere scontati sotto forma di segregazione cellulare, e che l’imputato non è stato condannato a morte soltanto in considerazione dei servizi da lui resi in passato alla Nazione. Il generale di brigata Riahi, che fu capo di stato maggiore durante il regime di Mossadeq, è stato condannato a due anni di reclusione e all’espulsione dall’Esercito. Il pubblico ministero Hussein Azemudeh aveva chiesto per Mossadeq la pena di morte, nonostante il codice penale persiano proibisca le esecuzioni capitali di persone di età superiore ai sessant’anni. Tuttavia, all’ultimo momento, lo Scià, per la seconda volta nella sua vita, è intervenuto in favore di Mossadeq, perdonandogli i suoi misfatti e raccomandando al Tribunale clemenza per l’imputato. Mossadeq ha seguito tremando la lettura della sentenza, che è durata un’ora. I giudici hanno emesso il verdetto dopo sette ore di camera di consiglio. Nel tardo pomeriggio, si è avuta nelle strade della capitale una dimostrazione a favore di Mossadeq. Una sessantina di giovani che gridavano: «Mossadeq è vittorioso » e « Morte agli Inglesi », ha percorso le vie del centro, sciogliendosi all’arrivo delle forze di polizia. Sei giovani sono stati arrestati.