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 2017  maggio 18 Giovedì calendario

Scorie radioattive? Meglio far finta di niente

La notizia che la Finlandia ha iniziato a costruire il deposito permanente per i rifiuti nucleari ha riacceso i riflettori dei media italiani sulle nostre scorie radioattive: che fine hanno fatto? Quando risolveremo il problema dello stoccaggio? La risposta è deprimente.
L’Italia deve costruire due depositi: uno, in superficie, per i rifiuti meno radioattivi e un altro in profondità per quelli più pericolosi. Di quest’ultimo si è praticamente rinunciato a parlarne, viste anche le caratteristiche morfologiche poco adatte del Paese, sperando in una soluzione europea. Ma il primo va fatto entro il 2025 e da più di un anno siamo sotto procedura di infrazione da parte della Commissione europea: nel 2015 fu lanciata perfino una campagna pubblicitaria da oltre 3 milioni di euro per preparare l’opinione pubblica.
Poi il silenzio.
Oggi i rifiuti radioattivi provenienti da ospedali, aziende, smaltimento di centrali nucleari (circa 90 mila metri cubi) sono sparsi in decine di siti in giro per l’Italia. Le regole europee e il buonsenso impongono che queste scorie vengano raggruppate in un luogo sicuro. Dove? E qui viene il bello. La Sogin, la società pubblica che si occupa dello smantellamento delle centrali atomiche in Italia, ha preparato un elenco dei siti adatti: un centinaio di località lontano dall’acqua, da infrastrutture strategiche, da zone sismiche, da coltivazioni biologiche, da impianti energetici, da aree soggette a frane. La cartina è custodita in cassaforte al ministero dell’Ambiente. Entro settembre andrebbe realizzata una «valutazione ambientale strategica» che coinvolge anche il ministero dello Sviluppo, a quel punto l’elenco dovrebbe essere reso pubblico. Ma se si va sul sito internet del ministero dellAmbiente per verificare a che punto è questa valutazione, si legge che mancherebbe il Rapporto ambientale. Eppure questo documento è stato già consegnato dalla Sogin lo scorso settembre e successivamente, in una nuova versione, a marzo 2017.
L’altro documento necessario è per avviare la valutazione ambientale é il Programma nazionale di gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti nucleari che è a cura del ministero dell’Ambiente, e di cui non si hanno notizie sullo stato di avanzamento.... Insomma, un pasticcio. Che nasconde il tentativo del governo di continuare a rinviare il momento in cui l’elenco dei siti verrà pubblicato: da quel giorno bisognerà iniziare a confrontarsi con i sindaci e i cittadini interessati. Uno scenario che non piaceva a Matteo Renzi, impegnato con il suo referendum, e che evidentemente non piace neppure a Paolo Gentiloni.