La Stampa, 18 maggio 2017
Prima volta in autostrada. La nuova frontiera del Giro
In attesa di poter applaudire anche qualche corridore italiano, il Giro n°100 celebra i suoi campioni del passato (ieri Bartali, oggi Nencini e Baldini, sabato Coppi e Pantani) e anche le sue glorie architettoniche e ingegneristiche, come l’Autostrada del Sole sulla quale oggi passeranno i corridori della Corsa Rosa. Non era mai successo che il Giro prendesse l’autostrada. Accadrà a metà della 12a tappa Forlì-Reggio Emilia, quando i corridori si immetteranno sulla «Panoramica» della Firenze-Bologna a Barberino di Mugello, supereranno il GpM sul valico dell’Appennino tosco-emiliano, quindi dopo 33 km usciranno dalla A1 a Rioveggio per tornare sulle più consuete strade statali e provinciali. Naturalmente il traffico automobilistico sarà interrotto (anche perché in mattinata l’autostrada aprirà ai cicloamatori), ma procederà regolarmente sulla nuova e adiacente «Direttissima» variante di valico, ultimata nel 2015.
I ricordi di p.za San Marco
Il Giro cerca sempre nuove suggestioni e l’odierno inedito transito sui curvoni autostradali, tra viadotti e gallerie, è solo l’ultima delle trovate rosa che spesso rimangono nella storia. Chi non ricorda la geniale idea dello storico patron Vincenzo Torriani nel Giro 1978, con la cronometro da Mestre a Venezia che arrivò in piazza San Marco dopo che i corridori avevano percorso passerelle di legno costruite su ponti di barche. Immortalate nell’immaginario collettivo sono anche le salite in sterrato al Colle delle Finestre, in Valsusa (prima volta nel 2005), o la cronoscalata da San Vigilio di Marebbe a Plan de Corones, su una pista da sci stabilizzata con terra e cemento da percorrere a ritroso. Certo, nel ciclismo eroico lo sterrato era di casa, ma anche in tempi più recenti le tappe a volte si sono concluse sulla terra rossa delle piste di atletica. Alcuni ricordano ancora con terrore, invece, una discesa sulla ghiaia dal Monte Grappa nel Giro 1982. Appartengono già al ciclismo «moderno» l’arrivo nell’Arena di Verona nel 1984 (e di nuovo nel 2010), una micidiale cronometro in discesa Poggio-Sanremo nel 1987 e i tratti di strade bianche del Senese che debuttarono nella Carrara-Montalcino del 2010, sotto una pioggia che causò numerose cadute e rese i corridori irriconoscibili per le maschere il fango. Di fronte a certi esempi, sfiorano quasi l’ordinario la cronosquadre sulla pista ciclabile S.Lorenzo al Mare-Sanremo nel 2015, o gli arrivi negli autodromi del Mugello (2007) e di Imola (2015). A proposito: l’ultima tappa del Giro, una cronometro, partirà dal circuito automobilistico di F1 di Monza e percorrerà un giro prima di puntare su Milano. Un’altra gloria nazionale al Giro d’Italia e (speriamo presto) anche Giro degli Italiani.