ItaliaOggi, 18 maggio 2017
Diritto & Rovescio
Il presidente francese Emmanuel Macron è uno abituato ad andare a passo di corsa. Ma per nominare i suoi futuri ministri ha preferito, visto i precedenti, usare i piedi di piombo. Infatti, per fare solo qualche caso, il ministro del Bilancio del primo governo Hollande (Jérôme Cahuzac), che aveva varato un campagna contro l’evasione fiscale, aveva un conto segreto in Svizzera. Il ministro del Commercio estero, Thomas Thèvenoud, rimase in carica solo nove giorni perché si scoprì che non pagava le tasse, l’affitto, le multe, le bollette e persino le sedute del fisioterapista. Ecco perché tutti i candidati ministro, prima di essere nominati, saranno analizzati da Fisco e dall’Alta autorità per la trasparenza della vita pubblica per controllare le tasse pagate, i patrimoni posseduti e gli eventuali conflitti di interesse. Per il momento si esclude solo l’analisi del sangue. Ma non è detto.